WandaVision: l'amore tra Visione e Scarlet nelle storie a fumetti
WandaVision è su Disney+ e noi vi accompagnamo in un viaggio alla scoperta dell'amore tra Visione e Scarlet in quasi cinquant'anni di storie
Alpinista, insegnante di Lettere, appassionato di quasi ogni forma di narrazione. Legge e mangia di tutto. Bravissimo a fare il risotto. Fa il pesto col mortaio, ora.
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Si dà il caso che questo progetto così particolare e dalle premesse anticonformiste, come molti degli elementi che abbiamo visto far parte dell'Universo Cinematografico Marvel, abbia le sue radici in alcune delle storie più felici, in termini di qualità, che abbiamo visto sui fumetti negli ultimi anni, nonché in vicende e rapporti tra il personaggio di Scarlet, anche nota come Wanda Maximoff, e il sintezoide Visione approfonditi e dipanati in anni di storie. La loro storia d'amore non è nata sul grande schermo ma sulle pagine degli albi Marvel. Ripercorriamone assieme le tappe fondamentali.
Può una persona in carne e ossa innamorarsi di una macchina e di un'intelligenza artificiale? Qualche decennio prima del film Her, l'Universo Marvel risponde di sì. Per anni, Wanda e Visione sono una coppia felice di super eroi, come ce ne sono tante negli universi del Fumetto americano e come non ce n'è nessun altra, data la bizzarria del loro ménage. Ma sappiamo bene che il bizzarro è pane per la Casa delle Idee, così Wanda e il suo amato finiscono per sposarsi. Siamo nel 1975 quando accade, sulle pagine di Giant-Size Avengers #4.
C'è un grande maestro come Steve Englehart ai testi, un autore dalla sensibilità e dalla capacità di utilizzare i super eroi e le loro contraddizioni morali e personali come tema delle proprie storie. Non stupisce che la storia che porta al coniugio tra la strega e l'androide anticipi molto dei temi che caratterizzeranno poi il loro amore: la passionalità della maga a contrasto con la natura di macchina di Visione, la magia che si mette di traverso nella persona dell'arcidemone Dormammu, che prende il controllo di Wanda, la fatica del sintezoide a vedersi come un uomo a tutti gli effetti sono tutti temi presenti in questa avventura, la quale vede però i due trionfare e, almeno per ora, anche il loro amore. Gli eroi si scambiano le promesse e danno il via a una vita piuttosto complessa: dividersi tra famiglia e missioni e, in più, trovare un equilibrio e una forma di normalità nella relazione tra donna e macchina.

A complicare le cose c'è il personaggio di Wonder Man. Il super eroe e star di Hollywood è infatti, per così dire, il donatore della personalità di Visione, i cui schemi di comportamento sono mutuati, sostanzialmente, da quelli di Simon Williams. Potremmo dire che i due condividono la stessa personalità. Infatti entrambi si troveranno innamorati di Wanda. Immaginate la confusione: amate una macchina per la sua personalità e scoprite che essa abita anche in una persona in carne e ossa. Certamente non un pensiero che rende semplice la scelta di stare con Visione. Wanda sarà il perno di un triangolo amoroso piuttosto complesso da far quadrare e che darà vita a una serie di situazioni spigolose.
Per quanto difficile, comunque, il rapporto tra Visione e Scarlet prosegue a lungo e sopravvive fino agli anni Ottanta, quando l'androide diventa sostanzialmente il capo degli Avengers e poi decide di fondare un secondo super gruppo: gli Avengers della Costa Ovest. I due, inoltre, hanno da qualche tempo due figli. Gemelli, i neonati sono stati accolti dalla coppia con gioia, ma sono anche fonte di preoccupazione per gli amici eroi: dato che Visione è un essere artificiale, chi è il padre dei due bimbi.
C'è John Byrne, in questo periodo, a scrivere e disegnare le storie degli Avengers, che non vedono la famiglia di Visione e Scarlet trovare pace. Mefisto intende vendicarsi del furto di anime compiuto da una Wanda sempre meno in controllo di sé. Il demonio sfida la strega e sembra riuscire a distruggere i due bambini mai nati, le cui anime finiranno per reincarnarsi in altri corpi e crescere come i super eroi noti come Wiccan e Speed. Il trauma è enorme, reso ancor più doloroso dalla sostanziale assenza, per quanto incolpevole, del marito.
A causa di un commento improvvido dell'amica Janet Van Dyne, anche nota come Wasp, Wanda recupera in maniera improvvisa e traumatica la memoria della perdita dei figli. Il dolore e la frustrazione di non poter essere madre, la manipolazione che ha subito dai suoi stessi alleati, per quanto ben intenzionati, le ferite di un passato tragico e di un amore apparentemente impossibile e contrastato da una realtà che non vuole accettare la fanno impazzire e la portano ad alterare terribilmente la realtà. Wanda si macchia, più o meno consapevolmente, delle azioni che porteranno al ciclo Avengers divisi. I suoi alleati saranno costretti a scelte traumatiche pur di porre fine alla minaccia che rappresenta e che rappresenterà anche in occasione di House of M, quando la sua instabilità verrà sfruttata per cancellare dalla faccia della Terra l'intera razza mutante.
Per lei e Visione seguiranno anni in cui la distanza li manterrà sostanzialmente più stabili. Il loro amore è apparentemente finito. O almeno così pare. Perché, se Brian Michael Bendis, nei primi anni Duemila, ha mostrato ai lettori Marvel le conseguenze terribili del desiderio di maternità e normalità della strega, sarà un altro grande sceneggiatore, Tom King, a mostrarci nel 2016 l'altro lato della medaglia, ovvero la personalità di Visione.
Proprio quest'ultimo ciclo di storie, premiato con un Harvey Award e un Eisner Award, sembra poter fare da ispirazione a WandaVision. La ricerca ossessiva di una normalità negata sin dalle premesse, l'apparenza artificialmente perfetta sovrapposta alla realtà dolorosa e impossibile da accettare, la follia di una situazione che si estende a quella della mente sono riconoscibili dai trailer della serie.
Li troveremo, in effetti anche nelle puntate di WandaVision? Stiamo per scoprirlo tutti assieme.
