Giffoni Film Festival 2022: intervista a Francesco Paolantoni
Al Giffoni Film Festival 2022 il nostro Francesco Alò ha incontrato Francesco Paolantoni, attore, comico e commediografo
Al Giffoni Film Festival 2022 il nostro Francesco Alò ha incontrato Francesco Paolantoni, attore, comico e commediografo.
Le risate coprono gli applausi. E le mani, che pur si sbattono con forza quando Francesco Paolantoni entra nella Sala Blu della Multimedia Valley saltellando sulle note del valzer numero due di Shostakovich insieme al direttore del Festival Claudio Gubitosi, nulla possono per contenere il rumore di un divertimento travolgente. La tempesta di allegria che si abbatte sulla sezione Impact! ha il suo nome e cognome. Porta la firma dell’attore, comico e commediografo partenopeo. L'autografo a piena voce della sua ironia mista a umanità capace di regalare sorrisi e riflessioni a suon di battute fulminanti.
"Fin da bambino sapevo che avrei fatto l’attore ma la consapevolezza della comicità, della vocazione a far divertire le persone è arrivata soltanto dopo, durante il cammino, lo studio e la formazione artistica” ha raccontato. “È stata una scoperta meravigliosa. Donare un'emozione felice alle persone, ed essere ringraziato per questo, mi fa provare un senso di altrettanta profonda gratitudine verso questo lavoro. Considero tutto questo un miracolo”. Paolantoni ha sottolineato che “recitare in napoletano ti dà la possibilità di esprimere in maniera unica i sentimenti umani. Per un attore essere napoletano significa avere una marcia in più”. Da questo punto di vista, però, ha precisato che se da un lato le potenzialità sono infinite dall’altra bisogna evitare di chiuderle all'interno di un perimetro espressivo angusto: “Devi pensare con spirito napoletano ma poi devi avere la capacità di tradurre questo pensiero e questo spirito per arrivare a tutti. Non devi fare il napoletano. Devi esserlo”. Paolantoni non ama chi si prende troppo sul serio: “Il lavoro dell’artista è come un fantastico gioco. Un gioco che va vissuto nel pieno rispetto del pubblico, con la serietà dello studio e della formazione, ma fondamentalmente con allegria. Io mi diverto tantissimo”. Il buon umore appartiene alla sua dimensione pubblica e privata: “Vivo la vita, e quello che accade, con autoironia. Con una certa leggerezza che non è superficialità ma volontà di non appesantire l’esistenza che, come dimostrato dalla pandemia in questi ultimi anni, già ci mette di suo un bel carico. Naturalmente anche io mi rabbuio e mi arrabbio. Provo però a non dimenticare mai che la vita è un meraviglioso dono”.