#LuccaBAD 2016 - Bruno Bozzetto: "Sono stato un precursore dei cartoni per adulti, ma oggi l'animazione è inarrivabile"
Critico sull'omologazione dei cartoni ma ammirato dalla qualità raggiunta dalla recitazione e dalle storie Pixar, Bruno Bozzetto ha le idee chiarissime
Il film ripercorre la sua vita attraverso racconti e filmini delle vacanze, ma anche attraverso momenti delle sue creazioni associati da Bonfanti, sulle parole dello stesso Bozzetto. In anni in cui l’animazione che arrivava in Italia era Disney o Hannah e Barbera, Bozzetto dominava l’immaginario italiano con produzioni diverse da tutto. Come dice lo stesso Bonfanti:
BRUNO BOZZETTO: “...e anche su Marte!”.
MB: “...è stato molto gentile, mi ha affidato 95 ore di filmini in Super8, che mi sono guardato tutti”
BB: “AHAHAHAHA! Guarda che però cercavo sempre di girarli come piccoli film, quindi non erano TROPPO noiosi…”
Lei è stato contento dell’avere un documentario su di sé e di parlare della propria carriera?
Una cosa me la riconosco però, è quella di essere stato un precursore. Prima di me l’animazione era o lungometraggi per bambini o pubblicità, io invece ho cominciato a fare lungometraggi animati per adulti.
Se pensi anche a La Rosa di Bagdad o I Fratelli Dinamite, i primi film animati italiani, erano entrambi per bambini”.
Sì, anche se I Fratelli Dinamite ha dei momenti che oggi non considereremmo per bambini…
BB: “Lo vidi da piccolo quel film e il suo disegno mi sconvolse…”
BB: “Più che altro perché avevo altri interessi. Quando feci West and Soda mi indirizzavo ad un pubblico adulto, perché la caricatura la capisce solo chi ha visto 50 western, e lo stesso vale per VIP, che era la caricatura della pubblicità, cosa che non interessava ai bambini. Per questo mi ero fatto notare, perché ero diverso. Non avevo grandi qualità, oggi abbiamo autori che fanno lavori con una qualità molto alta ma io ho iniziato prima di loro, per qualche anno sono stato l’unico italiano ai festival, questo mi ha permesso di conoscere tutti quei film sconosciuti in Italia come quelli UPA, della National Board canadese o quelli slovacchi.
Questo mi ha fatto capire che ero sulla strada giusta: fare film sull’uomo e sulla società”.
Oggi i film d’animazione che si producono sono molti di più e questo, inevitabilmente, fa sì che la media qualitativa sia un po’ più bassa…
...detto ciò a lei piace la qualità raggiunta dai film più moderni?
BB: “Bisogna capire come li giudichi, come spettatore o come autore?”
BB: “Si. Parecchio”
Li guarda tutti?
Frozen?
BB: “Eh sì! Up invece, quello sì che era un altro colpo d’ala o Wall-E, per non dire Inside Out! Che forse è il più geniale di tutti per contenuti e lavoro nel cervello delle persone”
BB: “Lo trovo giusto. Considero il film come film, non mi interessa che sia d’animazione né che sia dal vero. Passare da uno stile all’altro serve a raccontare quel che voglio. Vorrei che fossero sempre più mischiati, mi dà fastidio da morire che ora ci sia qui il cinema dal vero e lì l’animazione”
Secondo lei i registi d’animazione hanno una formazione e uno stile diversi? Cioè saprebbe distinguere in un film dal vero se il regista viene dall’animazione o no?