American Crime Story 2x03, "A Random Killing": la recensione
Il nuovo episodio di American Crime Story riporta in primo piano il tema della menzogna e riflette sulla precarietà dei rapporti coniugali, nonché sulla rabbiosa presa di coscienza dei propri fallimenti
L'incipit della puntata ci mostra Marilyn Maglin (interpretata splendidamente da Judith Light) intenta a promuovere in un programma televisivo la propria linea di profumi; un'apparizione emblematica, cui segue un rientro a casa destinato a sfociare in tragedia di lì a poco, con la scoperta del cadavere del marito Lee (Mike Farrell), ritrovato dalla polizia col cranio sfondato da un sacco di cemento, con addosso biancheria femminile e circondato da riviste pornografiche gay.
Proprio come Cunanan, anche il Maglin di A Random Killing - sebbene con modalità ben diverse - ha indossato maschere diverse con la propria moglie e col proprio stesso assassino: il dialogo che prelude al letale gioco erotico in cui l'imprenditore troverà la morte ne mette in luce la vanagloria attraverso un'autoesaltazione mistificatrice, atta solo a far colpo sul giovane Cunanan e a sedurlo al di là dell'evidente rapporto di compravendita carnale alla base del loro incontro.
Il tentativo ottiene un risultato diametralmente opposto, innescando in Andrew una riflessione sui propri fallimenti: l'irrealizzabilità dei progetti di Maglin divene specchio di quella di Cunanan che, impossibilitato a divenire creatore, si tramuta quindi in feroce distruttore di vite. Mai come in questa puntata, American Crime Story: L'assassinio di Gianni Versace si è infatti concentrato non solo sull'agghiacciante desiderio di annientare il prossimo, ma anche sulle conseguenze che l'atto omicida ha sulle persone a esso correlate.
Il disclaimer che chiude la puntata ricorda come gli eventi narrati in American Crime Story siano frutto di una necessaria drammatizzazione e come alcuni dialoghi siano stati volutamente cambiati rispetto alla realtà dei fatti: che sia figlia di una riscrittura romanzata di quanto avvenuto o che rispecchi fedelmente il vero, il primo piano conclusivo di Judith Light nei panni di Marilyn Maglin, mentre ripete - a sé stessa più che al pubblico - il consiglio di guardare la luce rossa della messa in onda con gli occhi con cui si dovrebbe guardare l'uomo amato, è uno dei punti emotivamente e allegoricamente più alti raggiunti nei tre episodi finora trasmessi di questa seconda annata di American Crime Story, perfetta eco dello sguardo innamorato con cui Cunanan sfiora il lusso a lui perennemente precluso.