Dalle ceneri, la recensione
Seppur tratto da una storia vera, Dalle ceneri non è mera documentazione su fatti poco noti, ma un ottimo thriller che non lascia indenne nessun personaggio né lo spettatore
La nostra recensione di Dalle ceneri, disponibile su Netflix
La forza di Dalle ceneri sta soprattutto per come trascendere il suo debito coi fatti realmente accaduti, per costituirsi innanzitutto come prodotto di genere. L'incipit mostra la scuola chiusa appena dopo l'incidente per poi tornare al giorno prima, in un prologo che innesta così una notevole suspense. Occasione anche di approfondire i caratteri dei vari personaggi, con un occhio di riguardo soprattutto a tre studentesse che trasgrediscono le regole ferree dell'istituto e mettono in discussione l'autorità. La seconda parte racconta invece la lunga indagine interna volta a scoprire chi si cela dietro la morte di Amira. Una dinamica tipica della detective story ma in cui in questo caso a investigare non è una figura esterna, ma l'inflessibile preside del liceo, nonché madre della miglior amica di Amira. Da subito, i suoi sospetti vanno verso le tre studentesse ribelli, che cercano in tutti i modi di giustificarsi.
Ad accentuare questo orizzonte c'è anche l'ottimo lavoro di sintesi visiva del regista Khalid Fahad, in particolare il notevole uso del montaggio e il senso per la costruzione delle inquadrature, capaci di trasmettere immagini forti ed evocative che racchiudono il senso di ciò che si sta raccontando. Il risultato è una narrazione serrata che non cerca il sensazionalismo della tragedia né la retorica di un messaggio da veicolare. Al contrario, in Dalle ceneri ogni colpo di scena o rivelazione improvvisa sposta continuamente il punto di vista e rende sempre più ambigua e stratificata la storia.