Death to 2020: la recensione
Death to 2020, dall'autore di Black Mirror, ripercorre quest'anno infausto con il linguaggio della parodia
Dal 2017 sono Web Content Specialist l'area TV del network BAD. Qui sotto trovi i miei contatti social e tutti i miei contenuti per il sito: articoli, recensioni e speciali.
Il problema della parodia è che la realtà è diventata troppo assurda di suo. La legge di Murphy – tutto quello che può andare storto lo fa – è diventata una regola ferrea. Qualunque ragionamento assurdo può essere partorito da chiunque. Il mondo presenta una situazione eccezionale dietro l'altra. Considerato questo, o si riesce a trovare un punto di vista e uno stile particolarissimo come Borat 2, oppure si rischia di raccontare una barzelletta già sentita, come Death to 2020.
Death to 2020 non presenta un punto di vista particolare o illuminante sulle vicende accadute. Si limita ad esporre i fatti con una narrazione sarcastica, intervallando l'esposizione con le osservazioni degli intervistati. È un prodotto pensato e confezionato per chi ha già una certa visione dei fatti e vuole cullarsi nel ripercorrere gli eventi. Charlie Brooker, parlando tempo fa di eventuali nuovi episodi di Black Mirror, aveva dichiarato di volersi prendere una pausa perché la realtà era troppo deprimente. Forse perché, nell'accelerazione incredibile di fatti e riflessioni e tempi di vita, anticipare i tempi e parlarne criticamente è sempre più difficile.
Ma questo speciale non ha dalla sua nemmeno quello spunto critico che potrebbe risollevarlo. Soprattutto, è molto scontato. E quindi largo alle battute sulla vecchiaia di Joe Biden, sull'irresponsabilità di Donald Trump, sulla creduloneria della "Karen" di turno che si beve le teorie complottiste, sulla persona media completamente incapace di decifrare il mondo. In questi ultimi casi la scrittura per giustificare i personaggi deve esasperarli fino all'indicibile, come la politica negazionista interpretata da Lisa Kudrow o la "mamma informata su Facebook" di Cristin Milioti. Ma appunto sono esasperazioni fini a se stesse che servono a giustificare la parodia, quando la realtà già abbonda di esempi reali.