Fear the Walking Dead 1×04, "Not Fade Away": la recensione
Ecco la nostra recensione del quarto episodio di Fear the Walking Dead, spin-off di The walking Dead
Ci si domanda quindi se dopo l'arrivo dei militari possa essere davvero un giorno perfetto.
L'episodio sembra partire con il piede giusto, con la consapevolezza di volerci far credere che le cose possano andare bene, e che una nuova vita in un modo o nell'altro possa pian piano ripristinarsi. Ma già dai primi minuti Chris nota subito qualcosa che attira l'attenzione, non solo sua, ma anche quella dei telespettatori: in realtà i militari stanno mentendo ai cittadini. Qualcuno al di fuori della recinzione è ancora vivo?
Una luce a intermittenza dall'altra parte della collina fa presagire qualcosa a Chris, quest'ultimo prova in tutti i modi a convincere il padre della sua versione, ma sembra trovar conforto, se così possiamo dire, solo da Madison.
Ci soffermiamo per quarantacinque minuti a guardare degli eventi che conosciamo già. A partire dal fatto che in realtà i militari non possano essere un aiuto per la popolazione. Le bugie che tirano fuori innervosiscono lo spettatore che conosce benissimo la vicenda, e si sente preso per stupido. Non ci viene raccontato nulla di nuovo e neanche l'arrivo della dottoressa Exner può capovolgere questa situazione in loop.
Così come il perimetro dove si trovano i nostri protagonisti è invalicabile, anche la struttura ripetitiva di questo episodio non lascia spazio a buoni pensieri, e il coprifuoco che condanna i cittadini a sottostare a delle regole è lo stesso procedimento che ci impongono gli autori della serie nel guardare qualcosa che non sembra trovare la giusta via.
A questo proposito dopo il rapimento di Nick da parte dei militari, con l'accusa di essere infetto, e dopo che Liza, alle prese con il mestiere di infermiera, incoraggiata dalla dottoressa Exner si ritrova a scegliere di seguire la sua vocazione per aiutare le persone, Travis sale sul tetto disperato e nota che realmente la fine del mondo è vicina, o almeno che qualcosa di molto grave è in atto. Si rende infatti conto che la disperata richiesta di aiuto da parte di suo figlio non era del tutto infondata: quelle persone che con una luce cercavano la luce, sembrano aver trovato solo dei proiettili e degli spari da parte di chi la luce è costretto a non vederla.
Per chiudere ci si chiede se scopriremo mai la mente organizzativa che costringe i militari a essere contro la loro stessa razza. Potrebbe essere una delle cose più interessanti, ma l'impressione è che ciò non possa mai avvenire.