Fear the Walking Dead 3x15/16, "Things Bad Begun" e "Sleigh Ride": recap e commento
Ecco il nostro commento e recap del quindicesimo e sedicesimo episodio della terza stagione di Fear the Walking Dead
Dopo che Nick e Troy avvertono Lola e Daniel dell'imminente attacco, Victor si trova nei guai perché il suo piano non procede come previsto. Gli uomini della diga iniziano a preparare una difesa (cosa che non sarebbe dovuta accadere, perché i Sorveglianti avrebbero dovuto prendere d'assalto la diga senza che nessuno lo sapesse) e Madison e Troy posizionano insieme dell'esplosivo. Nick è il primo a scoprire dell'inganno di Victor e subito dopo averlo appreso viene bloccato da Daniel Salazar, che ha come obiettivo ultimo quello di capire cosa è realmente successo al ranch e cosa ha provocato la morte di sua figlia Ofelia. Nick difende fino allo stremo il suo amico Troy, dando la colpa all'ormai deceduto Jake. Daniel fatica a credergli ma nonostante questo decide di lasciarlo andare: sa benissimo che non è lui la minaccia da abbattere. Nel frattempo, Walker e Crazy Dog decidono di andarsene dalla diga e di non affrontare l'imminente scontro. Nick successivamente rivela a sua madre e a Troy dell'azione di Victor e invita loro a lasciare il posto, specialmente perché ora Daniel vuole morto Troy. È in questo momento che Madison viene a conoscenza di ciò che è successo al ranch e la rivelazione basta per condurla ad uccidere a sangue freddo il ragazzo. Un azione spietata ma giustificata dal fatto che Madison non è più la persona di prima, perché è una donna che non ha più nulla da perdere. Il suo viaggio, in questa stagione, è stato sin dall'inizio improntato sul desiderio di mettere radici e Troy - progressivamente - gli ha portato via questo suo sogno. Un riflesso interessante di questa scena è stato generato dal momento in cui Troy e Madison posizionavano gli esplosivi: i due avevano discusso degli eventi passati e in più occasioni il giovane aveva parlato del fatto che ormai avesse fatto pace con se stesso e con tutto quello che era successo, quasi come se intuisse che da un momento all'altro la verità avrebbe raggiunto anche lei.
La terza stagione di Fear the Walking Dead si è conclusa secondo le aspettative, mantenendo il livello di qualità sempre costante. Sicuramente le ambientazioni del ranch e della diga sono state le migliori fino ad ora, e questo possiamo dirlo per doversi motivi. In primis, abbiamo scoperto nuovi lati di Madison. L'indistruttibile protagonista di questo spinoff, che all'inizio di questo capitolo aveva perso il suo compagno e, con lui, buona parte della sua forza, giungendo al ranch - luogo apparentemente incontaminato che le ha ricordato il suo passato di figlia - ritrova sicurezza, e cerca il modo di raggiungere il suo scopo primario: rendere il luogo una casa per lei e per la sua famiglia.
A conti fatti, questa terza stagione è stata la più convincente, ma sarebbe da bugiardi non ammettere quanto questa serie stia diventando prevedibile in più punti: questi due aspetti infatti si sono scontrati per tutto il corso dei sedici episodi e in alcuni momenti, alternandosi, hanno preso il sopravvento l'uno sull'altro. Purtroppo ormai l'andamento di Fear the Walking Dead lo conosciamo tutti e questo sta cominciando a diventare un limite: certe situazioni tendono a ripetersi all'infinito e quasi per magia lo spettatore arriva sempre a prevedere tutti gli spostamenti dei personaggi, che comunque continuano a funzionare a dovere. Il loro legame con il passato prima della fine del mondo è molto più forte qui che nella serie madre, The Walking Dead. L'unico problema è che sembrano muoversi secondo delle direttive: non sono liberi e questo, purtroppo, si percepisce. Il peso di una sceneggiatura ormai costantemente ridondante finisce per avere sullo show una inevitabile azione di indebolimento. Le varie figure in gioco tendono a dividersi più volte e per innumerevoli motivi ma poi, per via di una storia che finisce sempre nello stesso modo, si rincontrano senza che in realtà lo abbiano programmato. Ed è attraverso questo smodato utilizzo di elementi ridondanti che gli autori hanno deciso di raccontare dei sogni infranti di Madison attraverso delle sequenze oniriche, se così possiamo definirle. Un Natale da sogno che si trasforma in un incubo è una rappresentazione concreta di ciò che questi personaggi stanno vivendo. Non c'è più un posto sicuro dove restare, perché in questo mondo ormai sull'orlo del baratro non si può fare altro che combattere e sopravvivere. E questo Madison sembra averlo ormai capito. O forse no?