Game of Thrones 2x01 "The North Remembers": il commento
Riprende il "gioco dei troni", con un folgorante inizio di stagione e una storia che riparte più coinvolgente che mai...
Dal 2017 sono Web Content Specialist l'area TV del network BAD. Qui sotto trovi i miei contatti social e tutti i miei contenuti per il sito: articoli, recensioni e speciali.
The night is dark and full of terrors...
potuto confondere ulteriormente gli spettatori (fin da subito i protagonisti e le ambientazioni sembrano raddoppiate rispetto alla scorsa stagione), per riallacciarsi ad uno stile già seguito e vincente, che vede affiancare le varie situazioni lontante tra loro senza soluzione di continuità al di fuori della già citata cometa.Rosso come le mura della fortezza ad Approdo del Re (King's Landing), il luogo da cui riparte la nostra storia e dove il crudele Joffrey Baratheon governa con disumanità, gettando la propria ombra su Sansa, la figlia del traditore Ned Stark che non può far altro che rinnegare le proprie origini e la propria famiglia. Le ombre che si muovono e reggono i fili del gioco nella corte sono sempre le stesse, da Lord Varys a Ditocorto, e vale la pena sottolineare a questo proposito come un episodio simile (con una valanga di informazioni nuove e con una serie di fili da riprendere in mano), non dia mai, nemmeno per un istante, la sensazione di "spiegone" o di, in questo caso, "riassuntone delle puntate precedenti", ma sappia trattare lo spettatore con fiducia e rispetto, confidando nella sua attenzione e buona memoria, senza imboccarlo ma limitandosi ad esprimersi con chiarezza (al contrario della pur bellissima saga letteraria, dove forse i romanzi peccano di eccessiva lentezza nel dover necessariamente riprendere in mano la storia di volta in volta). D'altra parte nessuno dei caratteri della serie sembra troppo diverso da come l'avevamo lasciato, e a volte basta un semplice gesto, come il bacio gelido che Tyrion (il solito straordinario Peter Dinklage) dà a sua sorella Cersei per delineare nitidamente certi rapporti.
Rosso come i fuochi che ardono alla Roccia del drago, sede di Stannis Baratheon, dove i simulacri dei vecchi dei vengono bruciati per far spazio al culto del Signore della Luce R'hloor e alla sua sacerdotessa Melisandre. E' qui che troviamo le maggiori new entry della stagione, dal fratello del defunto Robert Baratheon, alla sacerdotessa, che fin da subito rivela alcuni arcani poteri che le permettono di sfuggire ad un avvelenamento e a forgiare una spada di fuoco per il suo re, fino al, poco approfondito forse, Davos Seaworth, ex contrabbandiere ora fedele cavaliere e servitore di Stannis. Qui, come in altre situazioni, la serie fa sfoggio delle solite fantastiche scenografie, fotografia e paesaggi (le location spaziano dall'Islanda all'Irlanda fino alla Croazia), oltre a riuscire bene a celare nelle scene di massa la mancanza di grandi folle.
Rosso come il sangue dei Lannister e dei loro figli che Robb Stark, il re del nord, brama di spargere sulla terra. E' all'interno della cella in cui è rinchiuso Jaime Lannister che si svolge il confronto più serrato della puntata, ma forse anche quello che mostra il momento più debole, forse l'unico dell'episodio, con Vento Grigio, il gigantesco metalupo di Robb, che, al fianco del suo padrone, nonostante l'imponenza forse non si integra con l'ambiente circostante bene come si spererebbe.
Rosso è il colore di questo folgorante esordio di stagione, che pur dovendo rinunciare al colpo finale ad effetto come invece avveniva nel pilot dell'anno scorso, riesce ad inchiodare allo schermo per tutta la sua durata, alimentando la speranza di veder ripetuto il miracolo dello scorso anno, nel quale sistematicamente ogni puntata si rivelava migliore della precedente.