Gipi vol. 5: Questa è la stanza, la recensione
Abbiamo recensito per voi Questa è la stanza, quinta uscita dell'opera omnia di Gipi
In Questa è la stanza, quinto volume della collana da edicola che propone l'opera omnia di Gipi allegata a La Repubblica e L'Espresso, il fumettista pisano esplora il complesso universo della gioventù che vive quelle melodie (tendenzialmente non proprio pacate e tranquille, con buona pace dei vicini) come canale comunicativo tra l'individuo e il mondo esterno. Proprio come un disco, l'opera è divisa in canzoni, ciascuna volta a esprimere un particolare aspetto della realtà filtrata dai vari protagonisti, ossia i componenti della band.
Quando entrano in sala prove, i ragazzi vorrebbero che la loro vita quotidiana restasse chiusa fuori, ma purtroppo non è così semplice. L'intera storia è infatti la rappresentazione del forte contrasto tra ideali e predestinazione, senso di appartenenza comune e sensibilità personale che porta ognuno a non sentirsi parte di qualcosa fino in fondo, finendo per percepire nitidamente la propria natura latente di outsider. In poco più di cento pagine, Gipi realizza il ritratto di una crisi profonda, con sommersi e salvati che cercano di aggrapparsi ai primi scogli a portata di mano per resistere alle sferzanti onde dell'età adulta.
L'autore sceglie di non trattare con rispetto e reverenza il lato artistico del racconto; anzi, pone fin da subito il punto di vista dei protagonisti sotto la lente d'ingrandimento delle responsabilità, facendo venir fuori il lato più cupo e istrionico di ognuno di loro. Quando vivono sulla propria pelle la prima situazione realmente difficile, i ragazzi compiranno scelte importanti che li cambieranno per sempre. Ma a quale prezzo? La risposta a questa domanda è il nucleo centrale del lavoro di Gian Alfonso Pacinotti, che con Questa è la stanza propone ancora una volta una "storia di vita vissuta" in grado di scavare in profondità nell'animo dei lettori.