Halston: la recensione
Halston, miniserie Netflix con Ewan McGregor, racconta una classica storia di ascesa e caduta ambientata nel mondo della moda
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Halston è sigarette, occhiali da sole e brand. Tantissimo brand. Il nome del protagonista della nuova miniserie Netflix verrà pronunciato tantissime volte nel corso delle puntate, ma altrettante saranno le volte in cui la scritta "Halston" campeggia nelle scene, dominando la narrazione. È questo l'aspetto più interessante di una storia scritta su binari sicuri e rodati, raccontata in modo meccanico, per quanto efficiente. L'idea dell'uomo che diventa marchio, e a quella proposta di mercato aderisce con tutto se stesso. Mutando posa, linguaggio, vestiario. Una classica storia di ascesa e caduta ambientata nel mondo della moda.
Nella costruzione dell'intreccio la storia sceglie la strada più battuta e canonica. La prima scena già definisce il personaggio: un bambino nel Midwest, un genitore che urla, lui che intreccia dal nulla una composizione per un cappello da regalare alla madre. Il personaggio è già lì, nel suo trauma infantile e nel rifiuto di un'origine che cercherà di scrollarsi di dosso appena possibile. Ma che sarà sempre lì, nel subconscio, a determinare la mancanza di felicità che pure dovrebbe essere facilmente alla sua portata dato il successo e la ricchezza.
La scrittura e il montaggio di Halston non si allontanano mai dal canone del genere di storie a cui fa riferimento e di cui è un calco. Il genio sregolato raccontato nella sua faticosa ascesa scandita da momenti precisi e dai primi abusi. Il tutto sapendo che la caduta arriverà, inevitabile e meritata. Allora quel che manca a questo progetto è una voce propria, qualcosa che interrompa il ritmo forsennato di eventi già scritti per raccontarci il singolo momento. Magari con puntate più sperimentali, dedicate a un singolo incontro o a una singola vicenda. Poteva essere il caso della cosiddetta battaglia di Versailles, determinante per la carriera di Halston, o dell'incontro con la creatrice di profumi Adele (Vera Farmiga).