House of the Dragon 1×10, “The Black Queen": la recensione
House of the Dragon chiude la prima stagione con una puntata estremamente carismatica, in linea con l'intero show di HBO
La recensione dell'episodio 1x10 di House of the Dragon, The Black Queen, disponibile su Sky e NOW
Prima di tirare le fila su questo decimo episodio, vi ricordiamo che ora potete trovare l’intera stagione su Sky o su NOW (l’ultima puntata arriverà in italiano lunedì prossimo). Se siete ancora tra gli scettici, qui sopra vi lasciamo il link al primo episodio, nella speranza riesca a convincere voi almeno quanto è riuscito a fare con noi. Detto questo, scopriamo insieme se The Black Queen ha saputo chiudere col botto la serie, oppure se, al contrario, ci aspettavamo qualcosa di più esplosivo.
CONSEGUENZE
L’ultimo episodio di House of the Dragon si concentra su Rhaenyra Targaryen e sulla sua famiglia, raccolta a Roccia del Drago. Re Viserys è morto e Alicent ha insediato sul trono suo figlio Aegon, convinta di star seguendo le ultime volontà di suo marito. Questa notizia, ovviamente, getta la legittima erede al Trono di Spade nello sconforto, causandole un dolore non solo emotivo, ma anche fisico. Non entriamo più nel dettaglio per evitare di rovinarvi la visione, ma sappiate che ci troviamo di fronte a circa 60 minuti davvero intensi, con quella che probabilmente è la scena più cruda dell’intera trasposizione delle opere di Martin.
I SOLITI PREGI E I MEDESIMI DIFETTI
Nonostante House of the Dragon abbia raggiunto ormai il decimo episodio, i pregi e i difetti dello show sono i medesimi sin dall’inizio. Il punto di forza rimane un cast di attori sensazionale, guidato in questo specifico caso da Emma D’Arcy nel ruolo della determinata Rhaenyra. L’attrice inglese è entrata sempre più nella parte della tormentata regina, raggiungendo il punto di massimo coinvolgimento emotivo proprio nel corso di quest’ultima puntata. Matt Smith, d’altro canto, accompagna ogni sua entrata in scena con il suo immenso carisma, che gli hanno permesso di rientrare rapidamente tra i nostri personaggi preferiti dello show.
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Al contrario, la CGI continua a rimanere di dubbia qualità. Il problema non sono i modelli tridimensionali in sé, bensì la post-produzione che dovrebbe renderli perfettamente integrati con il mondo “reale”. I draghi sono infatti sempre accompagnati da una patina grigia che li rende fittizi, rovinando alcune situazioni e spingendoci verso la sospensione dell’incredulità. Nulla di disastroso, ma ci auguriamo che la seconda stagione possa offrire un risultato finale differente, in modo da allineare l’aspetto tecnico a quello di pura concept art. Il design delle creature, infatti, ci ha convinti appieno e non vediamo l’ora di vederli degnamente portati in scena.