Immortal Legacy: The Jade Cipher, ad un sistema di controllo reattivo dall’eccellenza – Recensione
Uno sparatutto interessante, dalle molte potenzialità sprecate: la recensione di Immortal Legacy: The Jade Cipher
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Nell’FPS sviluppato da Viva Games indosserete i panni di Tyre, mercenario, ex-soldato delle forze speciali, inviato sull’isola di Yingzhou, dove sembra che ci sia qualcuno che stia eseguendo terribili esperimenti, nel tentativo di diventare immortale. La storia, che prende ispirazione da una leggenda cinese, tenta di acquisire spessore facendo luce sull’oscuro passato del protagonista, introducendo gli alleati che lo aiuteranno a sopravvivere alla missione, dando progressivamente spazio all’elemento sovrannaturale con il sopraggiungimento di creature mostruose di ogni forma e dimensione.
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La gestione dell’inventario è un altro tasto dolente del già criticato sistema di controllo[/caption]
Poco male, tuttavia, se non fosse che anche il gameplay zoppica, nonostante indiscutibili meriti, scaturiti per lo più da un level design soprendentemente ben architettato.
Se prendere la mira e aprire il fuoco regala immense soddisfazioni, tanto più che arsenale e bestiario sono abbastanza ampi e variegati, spostarsi da un punto dello scenario all’altro non è così immediato. Sebbene i pulsanti frontali dei Move permettano di ruotare l’avatar, spostarlo lateralmente, farlo avanzare più o meno velocemente, si procede a scatti, inutilmente affaticati dai troppi tasti da premere per muoversi nell’ambientazione.
La pratica migliora la situazione, ovviamente, ma è lecito domandarsi perché non sia stato proposto un sistema di controllo alternativo, così come accade nella maggior parte delle produzioni dedicate alla realtà virtuale.
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Nonostante una grafica mai spettacolare, gli effetti luce sanno impressionare[/caption]
Anche gli scontri con i boss sono impegnativi e adrenalinici al punto giusto, ennesima qualità di un gioco che, tra l’altro, gode di una longevità lievemente superiore alla media, sette ore per raggiungere i titoli di coda, per quanto riguarda i congeneri in VR.
Non sarà particolarmente originale, né indicato ad un pubblico poco esperto, ma vivrete sparatorie intense e cariche d’adrenalina.