Killing Eve 2x02, "Nice and Neat": la recensione
Il secondo episodio della seconda stagione di Killing Eve mette Villanelle in un'inedita situazione di difficoltà, prospettando per Eve un cambio di rotta
Questo claustrofobico capitolo supera di gran lunga il precedente per intensità drammatica e tensione, e consente sia a Eve (Sandra Oh) che a Villanelle di calpestare sentieri mai battuti prima, mentre la linea che separa chi è gatto e chi è topo diventa sempre più sfocata. Nice and Neat sembra essere consapevole di come la serie abbia instillato nello spettatore la certezza che Villanelle sia praticamente imbattibile, e che chiunque incroci il proprio cammino con lei avrà di che pentirsene. Finora, non c'è stato proiettile, stilettata o detenzione in grado di ridurre il sicario al rango di vittima dei suoi avversari.
L'escalation di tensione cresce rapidamente: l'uomo si rifiuta di procurare a Villanelle le medicine da lei richieste, ritenendole una sciocca paranoia della ragazza, aspetta ai piedi del suo letto che si svegli, la bacia sulla fronte mentre dorme, tenta maldestramente di riferirsi a lei come alla sua fidanzata. Non passa molto prima che Julian riveli la propria reale natura di psicopatico, e segreghi la nostra Oksana all'interno delle mura domestiche assieme alla madre demente. Un potenziale assassino, frenato solo dalla prontezza di riflessi di Villanelle: la loro lotta finale, che culmina con un letale colpo alla gola inferto con un ferro da maglia, dimostra come un'altra persona meno preparata della protagonista sarebbe finita molto male.
È passato un po 'di tempo da quando abbiamo visto Villanelle uccidere qualcuno per motivi che il pubblico possa ritenere accettabili a livello emotivo, e lo spettatore gode immensamente nel vedere la giovane impegnata in un autentico scontro fisico per la propria salvezza, mentre inveisce contro Julian col suo vero accento. Dopo aver messo fuori gioco l'insospettabile carceriere, Oksana torna in libertà giusto in tempo per incontrare il proprio nuovo principale, Raymond, interpretato da Adrian Scarborough. Lo sguardo bonario dell'uomo nasconde una volontà di ferro e una severità che, lo intuiamo, non consentirà a Villanelle l'ampio spazio di manovra che le è stato concesso nella prima stagione.
Sul lato MI6 delle cose, Eve si ricongiunge con Kenny (Sean Delaney) per l'operazione Mandalay e lo sceglie come confidente per rivelargli quanto accaduto a Parigi con Oksana, mentre entrambi si lanciano nelle indagini sul nuovo serial killer soprannominato "il Fantasma". Si tratta, ancora una volta, di un sicario di sesso femminile, ma agisce indisturbata e discreta, in aperto contrasto con le manie esibizioniste di Villanelle. È "il tipo di donna a cui nessuno presta mai attenzione", cioè appartenente a una minoranza etnica, come sottolineato di lì a poco dalla saccente interruzione, da parte di Hugo (Edward Bluemel), nei confronti di Eve.
Il modo in cui è girata la sequenza dell'omicidio del Fantasma è emblematica in tal senso: non vediamo l'assassina in faccia e ciò non ci turba particolarmente, come se fossimo abituati alla presenza di persone come lei e costituissero un background naturale sulla cui reale identità tendiamo a non soffermarci. Donne come il Fantasma sono automaticamente tagliate fuori dal focus dell'attenzione collettiva, persino quando compiono un atto efferato come un omicidio. L'estetica di Killing Eve passa qui dall'essere significante a essere significato, con un risultato ineccepibile.