La concierge Pokémon (stagione 1): la recensione
La concierge Pokémon mostra il lato più rilassato dei mostriciattoli tascabili, uno slice of life piacevole che vorremo vedere di più
La concierge Pokémon la recensione della stagione 1, disponibile da domani 28 dicembre su Netflix.
GUARDA: La concierge Pokémon: il trailer della serie in stop-motion in arrivo su Netflix a dicembre!
La concierge Pokémon eredita quanto fatto in questi venticinque anni dai corti e dagli episodi speciali della serie animata, proponendo una finestra più serena e senza minacce di alcun tipo. Una mini-serie spensierata in quattro episodi, che segna anche la prima vera e propria collaborazione tra Netflix e The Pokémon Company, disponibile nel catalogo a partire da domani 28 dicembre.
La trama de La concierge Pokémon
Haru è una ragazza con mille problemi che, dopo aver perso il lavoro, decide di provare a diventare una Concierge presso un resort che accudisce anche i Pokémon. Le insicurezze della giovane verranno indebolite dagli altri membri dello staff e dalla neonata amicizia con Psyduck, uno degli ospiti del resort. Haru capirà che tutti hanno dei problemi, ma è solo non arrendendosi che si può migliorare. La concierge Pokémon è una mini-serie semplice, di breve durata. si divora in poco più di un'ora e ti lascia con quella voglia di scoprire altri ospiti del resort e i loro problemi, più o meno semplici che siano.
Nonostante la breve durata, i quattro episodi funzionano, anche se si tratta più di un'introduzione che di un reale racconto fatto e finito. L'assenza di un vero e proprio finale fa ben sperare in un futuro nuovo blocco di episodi, che potrebbe andare ad arricchire la vita di Haru e svelare ulteriori curiosità sugli ospiti del resort.
Mostri tascabili in stop-motion
A occuparsi di dare vita al mondo de La concierge Pokémon, l'acclamato studio nipponico Dwarf Studios, specializzato in stop motion. Sono gli autori dell'ultima serie tv di Rilakkuma, e della sigla di Beastars. Abituati quindi a lavorare con creature di pelo e pelle differente, Dwarf Studios riesce a trasmettere tutte le diverse texture dei Pokémon grazie a un saggio utilizzo dei materiali.
La sigla "Have a Good Time Here" è interpretata dalla leggendaria cantante Mariya Takeuchi, nota per la sua attività nell'ambito del City Pop, e celebra l'amicizia tra Haru e gli ospiti riportando alla ribalta l'icona musicale degli anni '80. Tra le musiche alcune citazioni ai videogiochi (una di queste completamente inaspettata) accompagnano la soundtrack principalmente caraibica. Il doppiaggio italiano è molto buono e segue l'adattamento classico della serie animata.
La concierge Pokémon mostra il lato più rilassato e tranquillo dei mostriciattoli tascabili, uno slice of life piacevole che vorremo vedere di più, soprattutto dopo questi primi quattro episodi che hanno fatto praticamente da introduzione. Una mini-serie da divorare in un sol boccone sul divano e in compagnia, durante la fine di questo 2023.