Lamborghini: The Man Behind The Legend, la recensione
La storia di Ferruccio Lamborghini viene letta attraverso la luce di Enzo Ferrari e ricalcando le parabole degli eroi americani
La recensione di Lamborghini: The Man Behind The Legend, il film disponibile su Prime Video dal 20 gennaio
Tutto poteva sbagliare Lamborghini (il film) ma non il lato della passione per le auto o per quell’epoca in cui in pochi chilometri quadrati veniva prodotto il meglio della auto mondiali, invece questa storia così pedissequa, che segue Ferruccio Lamborghini dal ritorno dalla guerra all’ascesa nell’Olimpo dei produttori di auto, non ha mai davvero il respiro della grande storia di automobili. Se ogni tanto, almeno, centra un po’ di tecnicismi che spiegano come mai proprio quelle auto sono riuscite a scalfire il dominio di Ferrari, non c’è mai il senso di fascinazione dell’uomo per le automobili, il segreto della loro presa sulle persone.
Cosa ancora peggiore questo film scritto e diretto da Bobby Moresco, prodotto dalla Ambi Pictures di Andrea Iervolino con il supporto di fondi americani (principalmente Lionsgate) e della distribuzione italiana (Notorious), è un prodotto di esportazione che non dice niente agli italiani e dà alla storia di un italiano l’andamento e soprattutto i valori statunitensi. Lamborghini in questo film è un eroe americano e non italiano, sembra avere quel tipo di etica, di sogni e aspirazioni. Ha il modo di fare e quindi i conflitti e i problemi delle parabole di ricerca della grandezza americane, senza avere nulla invece di quelle italiane, suonando così falso come poche altre cose.
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