LEGO Gli Incredibili non è l’ennesimo, riuscitissimo, gioco di Traveller's Tales – Recensione
La trasposizione dei film Pixar non diverte come sperato: la recensione di LEGO Gli Incredibili
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Il nemico da sgominare, questa volta, è il perfido Minatore, villain che vi tormenterà sin dal livello che funge da breve tutorial, sezione più che sufficiente per apprendere al volo quello che, anche in questa iterazione, resta un gameplay votato all’immediatezza, semplice da padroneggiare, fondato su un control scheme quanto mai elementare.
Come sempre, ogni personaggio è caratterizzato da specifiche abilità che vi permetteranno di risolvere enigmi e superare gli ostacoli[/caption]Come ormai di consueto da LEGO Jurassic World in poi , superata la fase d’allenamento, l’avventura vi condurrà nella città di Municiberg, ambientazione dalle discrete dimensioni, liberamente esplorabile, hub per i livelli veri e propri, ma non solo. In questo scenario potrete catturare diversi criminali intenti a dedicarsi ad attività illecite, compiere acrobazie con i mezzi di cui entrerete in possesso, andare a caccia di mattoncini speciali, generosi di ricompense di ogni genere.
Il design della metropoli è sufficientemente sviluppato da stimolare la curiosità del videogiocatore, che non rinuncerà a dedicarsi all’esplorazione di ogni anfratto, spinto dalla solita smania di sbloccare ogni personaggio messo a disposizione dagli sviluppatori."Rivivere le avventure dei due film è fattibile in appena sette, otto ore al massimo"
Come di consueto, solo sbloccando altri personaggi potrete acciuffare tutti gli sbloccabili nella modalità Partita Libera. Per farlo dovrete prima rendere disponibili le bustine, nel quale sono effettivamente contenuti, e poi spendere il necessario quantitativo di monete nello shop dedicato. Si tratta di un meccanismo più complesso rispetto al passato, ma che stimola a rigiocare più volte quella che, a conti fatti, è una campagna eccezionalmente contenuta rispetto agli standard della saga.
Rivivere le avventure dei due film è fattibile in appena sette, otto ore al massimo. Come se non bastasse, cut-scene e dialoghi tra i personaggi soffrono di un pessimo montaggio, mortificato da eccessivi tagli, comprensibili soprattutto nel caso delle vicende narrate ne Gli Incredibili 2, che a costo di mantenere un minimo di sorpresa nella visione del film vero e proprio, rendono la trama caotica, difficile da comprendere.
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Graficamente ci aspettavamo qualcosa di più[/caption]
Persino l’art design è spesso e volentieri rinunciatario, escludendo la bellissima Municiberg. Molte ambientazioni risultano stranamente spoglie, prive di dettagli. Meglio i modelli poligonali, al netto di alcune animazioni che non ci hanno convinto del tutto.
A tenere a galla la produzione, fortunatamente, c’è il sempre piacevole co-op in locale, l’ironia che sanno sprigionare i mattoncini danesi, certi meccanismi ludici visti e rivisti, certo, ma ancora inspiegabilmente efficaci. C’è molto di meglio, insomma, ma se siete fan della prima ora, se amate il film originale della Pixar, ci sarà comunque da divertirsi. Solo occhio agli spoiler.