Lovecraft Country 1x01 "Tramonto"/1x02 "L'uomo bianco è sulla Luna": la recensione
Con un incipit straordinario, Lovecraft Country si presenta da subito come una serie con approccio forte e un tono preciso
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L'incipit di Lovecraft Country è folgorante. In uno scenario metanarrativo da sogno, che prende moltissimo dall'inizio del secondo volume di La lega degli straordinari gentlemen, si incontrano più immaginari. I tripodi della Guerra dei mondi, i marziani di John Carter, perfino Cthulhu, si dividono il campo di battaglia, osservato dal protagonista Atticus. Le parole iniziali descrivono l'evento storico dell'arrivo di Jackie Robinson nella Major League di baseball negli anni '40, primo giocatore afroamericano a raggiungere questo traguardo. Il giocatore appare davvero, e spazza via con la sua mazza il mostro, in un'immagine che è da subito incredibilmente simbolica e ispirata.
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La storia di Lovecraft Country, prodotto da Jordan Peele e J.J. Abrams, è soprattutto la storia di Atticus Freeman. Nel suo nome c'è già molto: Atticus, stesso nome dell'avvocato di Il buio oltre la siepe, e Freeman, un cognome che tradisce un certo retroterra storico. Ha servito nella guerra in Corea, e tornato a casa vuole ora mettersi alla ricerca del padre scomparso. Lo accompagnano nel suo viaggio lo zio George e la sua vecchia amica Letitia.
È presto chiaro che lo scenario horror evocato dal nome di Lovecraft non si traduce in un semplice inserimento di riferimenti alla sua letteratura. Questi non mancano, ma il concetto di "terra di Lovecraft" si basa più su una lettura critica di certe posizioni discutibili dello scrittore sulla popolazione nera. Lovecraft in quanto figura storica in realtà non viene discusso, anzi il protagonista è un suo avido lettore, ma quei pregiudizi si incarnano di volta in volta negli orrori sovrannaturali e umani che i personaggi incontreranno lungo la strada.
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Tutto questo cambia profondamente negli scenari del secondo episodio, in originale Whitey on the Moon (titolo di una canzone che ascolteremo). Atticus ritrova suo padre Montrose alla villa Ardham (nome che ricorda Arkham), e attraverso momenti rocamboleschi e tragedie personali, cercherà di fuggire. Qui l'anima lovecraftiana, a volerla trovare, risiede nel gruppo di cultisti che vivono nel posto, i Figli di Adamo guidati da Samuel Braithwhite, e nell'idea di utilizzare il protagonista – a quanto pare discendente del fondatore Titus Braithwhite – per i loro scopi malvagi.