Low Winter Sun: la recensione del pilot
La nuova serie di AMC (Breaking Bad, The Walking Dead) debutta con un buon pilot e un ottimo Mark Strong come protagonista
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Mantenendo celata buona parte del suo intreccio, il pilot si sposta dunque nel corso dell'episodio da una storia all'altra, raccontando di spacciatori, corpi mutilati, percorsi di vendetta e indagini da parte degli Affari Interni. Perché, come scopriamo presto, la vittima stessa dei due protagonisti era un poliziotto e, evidentemente, l'omicidio che dà il via a tutto è solo il primo di una lunga catena. Muovendoci nel passato, probabilmente attraverso gli stessi flashback di cui abbiamo avuto un assaggio nell'episodio, e nel futuro, con la necessità per il protagonista di coprire le proprie azioni e di proseguire nella vendetta, Low Winter Sun potrebbe procedere così d'ora in avanti: allargando il suo campo visivo e aumentando la nostra conoscenza degli eventi. Avaro nelle rivelazioni ma generoso negli spunti offerti, il pilot riesce a presentare bene il nucleo caratteriale dei vari coprotagonisti, e lo fa attraverso interpretazioni solide e uno stile cupo, violento quanto basta.
Un cenno merita la regia, molto curata e ravvicinata, quasi schiacciata sugli interpreti, che in più di un momento comunica una sensazione di soffocamento e claustrofobia. Unitamente al tono molto serioso – nemmeno un paio di spunti ironici riescono ad allentare la tensione – dello show, potremmo dire che fin dal primo episodio questo sembra avere le idee chiare sullo stile da seguire: dimesso e drammatico, ma al tempo stesso capace di una gestione del ritmo migliore rispetto, per restare sempre su AMC, ad un Rubicon.
