Madame Web, la recensione
La recensione di Madame Web, il film con Dakota Johnson al cinema dal 14 febbraio
La recensione di Madame Web, il film Sony Columbia-Marvel con Dakota Johnson e Sydney Sweeey al cinema dal 14 febbraio
Quella che seguiamo è la storia della figlia di un’esploratrice che, in cerca di un ragno dell’Amazzonia capace di curare malattie incurabili, fu uccisa dal suo collaboratore, avido e bramoso di quel ragno particolare. La popolazione locale degli “uomini ragno” riesce a salvare la bambina di cui era incinta proprio con un morso di quell’insetto. Trent'anni dopo Cassandra Webb (Dakota Johnson) si trova a dover salvare tre ragazze in pericolo perché quel collaboratore che uccise sua madre ora ha avuto delle visioni su di loro e sa che nel futuro lo uccideranno. È quindi determinato a eliminarle. In questa fuga la protagonista scoprirà di avere anche lei dei poteri dovuti alla sua particolare venuta al mondo.
La follia di fare un film di supereroi “in stile”, cioè come si facevano nel 2003, è subito un fallimento. Il genere si è evoluto e non è più concepibile vedere trame così formulaiche, villain così monodimensionali e archi narrativi così prevedibili. Ci sono delle domande che il genere ha smesso di farsi che hanno lasciato il posto ad altre (non più “cosa sceglierai tra bene e male?” ma “chi sono i veri villain?” o “sono un prigioniero della mia storia?”). Tuttavia la produzione di Madame Web non sembra essere stata avvertita, e sembra anzi molto fiera di appartenere a un’altra era, nonostante un comparto dialoghi così puerile che in ogni momento lascia intravedere le ragioni tecniche di scrittura per le quali sono stati creati, come il momento confessione in cui le ragazze fanno capire di essere accomunate dal non avere veri legami famigliari e Madame Web sarà la famiglia che non hanno mai avuto.
Se una cosa alla fine Madame Web la dimostra, è quanto possano essere usati male attori e attrici. Sydney Sweeney, la parte più interessante del cast, è ridotta a sexy nerd marginalizzata insieme alle seconde linee; Tahar Rahim, che in certi momenti sembra poter essere dotato del carisma di un buon villain, è impiegato come l’uomo di classe ricco e malvagio non-americano; infine Dakota Johnson, che è un talento e un’attrice dotata di una grandissima proprietà di recitazione e linguaggio del corpo, esce peggio di tutti. È evidente che non padroneggi la recitazione di questo genere ma è ancora più evidente che nessuno abbia saputo indirizzarla, lasciando invece che fosse abbandonata a quel che poteva ricordare di aver visto in altri film.
Cosa ne pensate? Ditecelo dopo aver visto Madame Web, al cinema dal 14 febbraio.