Making of, la recensione | Festival di Venezia
A metà tra Boris e I compagni, Making of è un divertito inno all’industria cinematografica, tra luci e ombre finemente bilanciate
La recensione di Making of, il film di Cédric Kahn presentato fuori concorso al Festival di Venezia 2023
La combinazione delle tre linee narrative funziona bene, e il risultato finale è una lieta alternanza di momenti comici e riflessioni sui rapporti di potere. Quando i produttori si defilano a sorpresa dal progetto, il set in crisi diviene specchio della lotta narrata nel film, con parte delle maestranze disposte a rinunciare alla paga in nome di un ideale artistico e altri che, come gli operai del copione, fanno marcia indietro puntando a riconquistare la pagnotta.
C’è, è vero, qualche passo falso; la love story tra Joseph e l’attrice Nadia (Souheila Yacoub) evolve in modo casuale e sconclusionato, e nulla aggiunge alla solida coerenza dell’intreccio principale. Lo stesso Joseph, a dispetto del tempo concessogli sullo schermo, è il personaggio meno a fuoco e più pomposamente cretino che la commedia di Kahn presenti al pubblico.