Penny Dreadful 3x01, "The Day Tennyson Died": la recensione
Ecco la nostra recensione del primo, emozionante epiodio della terza stagione di Penny Dreadful, che intreccia solitudine, depressione e perdita della fede
In una Londra fumosa che un pallido sole non riesce a rendere meno tetra, perfetta eco dell'animo dei protagonisti, si lasciano corrodere dal male oscuro della depressione la bella Vanessa Ives (Eva Green) e il nervoso Victor Frankenstein (Harry Treadaway), ciascuno isolato nel proprio dramma, alle prese con la sofferta elaborazione della perdita di amore, famiglia, fede - nel senso lato che la serie ci ha ormai insegnato a decifrare e apprezzare. A riscattare i due giovani dal torpore esistenziale accorrono due figure, l'una - l'eccentrico Ferdinand Lyle (Simon Russell Beale) - già ben nota al pubblico di Penny Dreadful, l'altra nuova ma già celeberrima al suo primo apparire: il dottor Henry Jekyll (Shazad Latif). L'uomo soccorre Victor e gli promette aiuto nella caccia per redimere - o, in caso di fallimento, per sopprimere - l'amata Lily, ormai alleata dello spregiudicato Dorian Gray.
Eh già, perché il ricorso alle tecniche più avanguardistiche dell'alienista dottoressa Seward (Patti LuPone), in tutto e per tutto simile alla defunta Joan Clayton, catapulta l'ignara Vanessa nel cuore delle atmosfere stokeriane che avevamo già potuto apprezzare nella prima stagione dello show, attraverso la comparsa di ben tre personaggi desunti dal celeberrimo romanzo dell'autore irlandese: la citata dottoressa Seward, cui è stato convenientemente mutato il sesso nell'adattamento televisivo, il pavido Renfield (Samuel Barnett), qui promosso da paziente di un manicomio a segretario dell'alienista e, dulcis in fundo, proprio lui: il principe delle tenebre, il conte Dracula. Un nemico che Vanessa e Malcolm hanno già affrontato quando si sono trovati di fronte a una Mina ormai irrimediabilmente perduta, cui sono stati costretti a dare una pietosa quanto emotivamente straziante morte. Su quale nuovo alleato potrà contare la nostra bella protagonista? Forse sul dottor Alexander Sweet (Christian Camargo), zoologo dolce di nome e - apparentemente - anche di fatto, che sembra portare una ventata d'aria fresca nel cupo ristagno sentimentale della povera miss Ives.
Profondi e finemente trattati sono i temi di questo primo episodio: l'ambientazione fantastica non priva lo show di pennellate di vibrante realismo nel ritrarre la depressione che affligge Vanessa, coadiuvato dalla sempre sublime capacità interpretativa di Eva Green; e le volute psicologiche articolate, eppur mai forzate di ciascuno dei protagonisti continuano a conferire, alla serie, un magnetismo che cattura lo spettatore quasi a prescindere dagli eventi che si susseguono sullo schermo. E non c'è scena di combattimento che ci coinvolga tanto quanto la sequenza in cui Vanessa, rinvigorita dagli incontri con Seward e Sweet, riporta la casa di Sir Malcolm al proprio splendore, concedendosi infine una sigaretta in finestra, mentre declama gli stupendi versi tratti da Maud di Tennyson. C'è tanta sostanza, alla base di Penny Dreadful, e l'azione non diviene mai scusa per tralasciare l'interiorità dei personaggi, nel rispetto di una capacità d'approfondimento mai venuta meno finora; se a questo aggiungiamo un livello di ricerca visiva che farebbe impallidire molti prodotti destinati al grande schermo, Penny Dreadful si conferma, a quanto possiamo ammirare da The Day Tennyson Died, uno scrigno di meraviglie che non cessa di stupire i fortunati spettatori che vi si sono accostati due anni fa.