Preacher 1x09 "Finish the Song": la recensione
Preacher è a un passo dal finale di stagione, e si prepara ad una conclusione con il botto
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È una serie che continua a funzionare, anche a sorprendere nei suoi momenti migliori, che ha imparato fin da subito a non puntare solo sul suo protagonista – non esattamente uno dei personaggi con i quali è più facile empatizzare – ma ad allargare lo spettro delle possibilità e dei toni ai quali attingere. Anche Finish the Song oscilla al confine tra grottesco e violento, tra il sovrannaturale e una concretezza quasi esilarante nei suoi momenti più riusciti.
E la serie ce lo ha introdotto nel modo migliore. Arrivati al nono episodio riconosciamo che non è stato facile tenere insieme i vari pezzi, ma ora che vanno ad incastrarsi l'uno nell'altro possiamo riconoscerne la riuscita. Anche in questo Preacher si conferma una serie che fa dello stile il suo marchio di fabbrica, con un montaggio sempre più frenetico e violento che esplode nella scritta HELL a tutto schermo nel momento in cui la verità è chiarita. E per un Jesse datosi alla macchia dopo la fuga dallo sceriffo, ci sono una Tulip e una Emily che si preparano al suo ritorno aspettando le sue scelte.
In particolare è Emily a sorprenderci più di tutti. L'avevamo liquidata come la voce della ragione (insomma, almeno della normalità in un contesto che più fuori di testa non si può), e invece anche lei finisce per essere trascinata dagli eventi. Nello specifico portando in trappola il sindaco, che finisce divorato da un Cassidy in ripresa. In conclusione ci sarà anche tempo per una riconciliazione tra il vampiro e il pastore, ma qualche scintilla e qualche diffidenza nell'aria rimane.