Quantico 1x21, "Right": la recensione
Ecco la nostra recensione del ventunesimo episodio della prima stagione di Quantico, in cui finalmente ci viene svelata l'identità della Voce
A seguito di una forsennata corsa contro il tempo per disinnescare una bomba che Simon scopre immediatamente essere non innescata, Alex e i suoi baldi amici sono ormai prossimi alla scoperta dell'identità del misterioso attentatore. La verità si presenta sotto gli occhi di Miranda, precipitatasi da sola - i motivi di questa ennesima mossa sconsiderata restano tuttora ignoti - in casa del presunto colpevole, e si concretizza in una pallottola al torace che, sebbene presumiamo non sia mortale, sigilla almeno momentaneamente il suo silenzio. Chi è quindi la diabolica mente che si cela dietro l'intricatissimo piano ai danni della povera Alex e di svariate vittime già cadute sul campo?
Come se non bastasse, il fatto che Liam sia la Voce ci pone di fronte a un non confortante scenario: preoccuparci, ancora una volta, dei fatti occorsi a Omaha e Chicago. Se la speranza era di lasciarsi alle spalle, una volta per tutte, il carico di eventi mai mostrati ma solo citati fino allo sfinimento nel corso delle puntate, la scoperta del coinvolgimento di Liam sembra voler sottolineare l'importanza di un corollario di informazioni passate che si sono confermate, puntata dopo puntata, prive di mordente.
In conclusione: gli elementi positivi di Right sono tutti al di fuori della grande scoperta relativa alla Voce. C'è del buono, va detto, concentrato nel ritmo frenetico dell'azione della storyline attuale e in alcuni interessanti sviluppi tra personaggi - si veda il rapporto tra Iris e Caleb, che assume i contorni di un'amicizia nata su basi traballanti ma in grado di rafforzarsi quasi all'insaputa delle due anime coinvolte. Lo stesso non si può certo dire del rapporto tra Alex e Shelby, che in questa puntata viene descritto con la sensibilità di un colpo d'accetta. Il passaggio dall'amicizia più stretta e sbandierata alla totale diffidenza è troppo rapido per risultare credibile e, quindi, coinvolgente. Sic stantibus rebus, nutriamo ormai poche speranze per il finale di stagione, in presenza di una fiacca costruzione narrativa che nessun defibrillatore potrebbe riportare in vita.