Recensione - Grand Theft Auto: San Andreas Remastered
Groove Street in alta definizione: con questo restyling di Grand Theft Auto: San Andreas Remastered faticherete a riconoscere persino CJ
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Lentamente, le cose iniziarono a cambiare nell’ottobre di quell’anno, quando venne pubblicato dalle nostre parti San Andreas. Rockstar era l’indiscussa eroina (in tutti i sensi) di infinite schiere di ragazzini e dopo GTA III e Vice City, qualsiasi cosa avrebbe deciso di propinare al pubblico sarebbe stata accettata, emancipata, idolatrata. Per uno come me, CJ e la sua vicenda ambientata negli anni 90, in piena lotta tra la West Coast capitanata da Tupac e l’East Coast di Notorious B.I.G., fu una sorta di rivoluzione sociale: l’empirica dimostrazione che il mondo di cui mi facevo profeta era ricco di suggestioni, artisti tormentati e storie di droga e pistole. Una roba per soli fighi insomma.
Grand Theft Auto: San Andreas Remastered - screenshot[/caption]Del resto, il potere delle produzioni Rockstar deriva proprio da questo: non limitarsi al gameplay, alla trama, alle innovazioni tecnologiche. La vera magia risiede nell’atmosfera, nella capacità di comprimere un’epoca storica, uno spaccato di mondo, in colori vividissimi, in suoni che racchiudono tendenze e aspirazioni di un’intera generazione. C’è tanta violenza, è vero, ma GTA è soprattutto un’opera storica, antropologica, filosofica.
Al rosa, alle luci al neon di Vice City, San Andreas rispondeva con distese desertiche e il degrado cittadino. Alla benestante e luccicante Miami, una Los Angeles martoriata da
"Che ci crediate o meno, sono già passati dieci anni dalla pubblicazione originale di GTA: San Andreas"Che ci crediate o meno, sono già passati dieci anni dalla pubblicazione originale di quell’indimenticabile episodio. Per festeggiare l’occasione, la software house americana ha pubblicato da pochi giorni la versione (probabilmente) definitiva del gioco, solo su Xbox Live, Grand Theft Auto: San Andreas Remastered. Nessun contenuto aggiuntivo, purtroppo, e nemmeno delle evidenti migliorie al datato gameplay: solo un evidentissimo resyling grafico quantificabile in una risoluzione aggiornata ai 720p.
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Grand Theft Auto: San Andreas Remastered - screenshot[/caption]
L’assenza di accorgimenti nel control scheme è un altro punto a sfavore di questa riedizione. Con il Dualshock 2 certe sbavature si notavano meno: alla guida non ci si accorgeva del costante pattinamento dei veicoli e il lock-on sui nemici risolveva la cronica mancanza di precisione del sistema di mira. Con il pad di Xbox 360 tra le mani, un decennio di evoluzione videoludica dopo, scendere a compromessi è molto più difficile.
Eppure, visto l’irrisorio prezzo a cui è venduta questo remake (meno di quattro euro) è praticamente impossibile resistere: un po’ perché CJ non ha mai smesso di allietare i nostri ricordi videoludici, un po’ perché nonostante i segni del tempo inizino ad essere evidentissimi, San Andreas non sfigura eccessivamente con il più moderno GTA V. Provate per credere: al massimo ci avrete rimesso un paio di caffè.