Le Regole del Delitto Perfetto 2x13, "Something Bad Happened": la recensione
Il nuovo episodio di Le Regole del Delitto Perfetto riesce a mettere a fuoco le storyline principali e a dare al pubblico qualche risposta utile
Per la prima volta da tempo, sembra che lo show della ABC abbia ripreso a funzionare come nei migliori momenti della prima stagione, tralasciando dettagli inutili e sgomberando di fatto la scena da sottotrame nebulose per concentrarsi sui propri punti di forza. Benché non manchino brevi scene dedicate a Laurel, Frank, Bonnie e Connor, ciascuno alle prese con i propri fantasmi più o meno inquietanti, l'attenzione è tutta su Annalise e Wes, e in particolare sul loro ombroso passato comune.
A coronamento dell'efficacia dei flashback nell'episodio di questa settimana, non possiamo che gioire del ritorno di Eve (Famke Janssen), che dà vita a una delle scene migliori di questa seconda stagione. Benché, a una prima occhiata, la frenata di Annalise di fronte alle recriminazioni di Eve suoni come stonata rispetto al contesto stesso della serie ("Ti ho lasciata perché non sono gay" non è il genere di frase che ci saremmo aspettati dalla nostra spregiudicata protagonista), essa ci offre l'occasione rara - anche se non irripetibile - di osservarla in un momento della propria vita in cui ogni certezza sembrava vacillare, e in cui trincerarsi dietro i dogmatismi da cui era, finora, sempre fuggita è la garanzia di una tranquillità temporanea e fittizia, ma comunque lenitiva.
Il ritorno di fiamma tra Annalise ed Eve nella prima metà di stagione dimostra, d'altronde, come lo schema mentale della donna sia andato ridimensionandosi nel corso di questi dieci anni, sebbene il blocco sentimentale resti lì, macigno invalicabile che si ripercuote in tutte le relazioni che la donna intraprende - o cerca di evitare di intraprendere. E stupisce come, a un anno e mezzo di distanza dall'inizio della serie, sussista ancora un certo mistero sulla concezione dell'amore della nostra fiera antieroina.