Star Trek: Discovery 1x04, "Il coltello del macellaio non si cura del pianto dell'agnello": la recensione
Il quarto episodio di Star Trek: Discovery concilia lo schema procedurale tipico del franchise con un inedito, accattivante sviluppo orizzontale
Nel frattempo, sull'astronave che fu di T'Kuvma, il suo erede designato Voq prova a portare avanti il suo piano, ma viene ben presto tradito dal proprio equipaggio in favore del più carismatico - e fornito di provviste - Kol, che abbandona l'albino sul relitto della USS Shenzhou. Si tratta del secondo atto d'ammutinamento a cui assistiamo, dopo la solitaria ribellione della protagonista Michael Burnham nell'episodio pilota, causa scatenante della guerra in corso; è interessante notare come, tuttavia, Star Trek sottolinei la disparità dei due contesti sociali che sta andando a delineare: al rigore della Flotta Stellare si contrappone, in questo episodio, la logica della sopravvivenza che vige presso il popolo Klingon, avvezzo a perseguire sempre e comunque la legge del più forte come unico credo.
Non mancano, in questo episodio, i richiami a personaggi ed eventi dell'universo di Star Trek: su tutti, farà piacere al pubblico sentir nominare Zefram Cochrane, inventore del motore a curvatura comparso, per la prima volta, nell'episodio Guarigione da forza cosmica della serie classica. Il luminare, in seguito rivisto anche nel film Star Trek: Primo Contatto e nell'episodio pilota di Star Trek: Enterprise, viene citato da Lorca per far leva sull'orgoglio dell'ufficiale scientifico Paul Stamets, intenzionato a lasciare la nave una volta scoperta la destinazione prettamente bellica delle sue missioni.
Per il resto, Il coltello del macellaio non si cura del pianto dell'agnello è una puntata di passaggio che ben alterna la vita a bordo della Discovery col necessario aggiornamento sulla situazione tra le fila dei Klingon, senza perdere di vista l'evoluzione psicologica della protagonista, il cui ego percepiamo venir solleticato sin dalla prima occhiata alla sua uniforme nuova di zecca. È presto per dire di conoscere Michael Burnham, e non abbiamo ancora motivi a sufficienza per affezionarci; come già successo nei primi episodi, i suoi scambi con il primo ufficiale Saru costituiscono il più interessante spunto d'indagine sul contrasto tra ciò che la nostra protagonista vorrebbe essere e ciò verso cui la spingono le peculiari circostanze in cui si è venuta a trovare. Questa settimana, però, il commovente lascito del capitano Georgiou aggiunge un tassello importante all'universo sentimentale del personaggio di Burnham, regalandole la consolazione - per quanto effimera e fallace - di un'assoluzione post-mortem da parte del suo superiore.