Star Trek: Discovery 1x13, "Il passato è il prologo": la recensione
Star Trek: Discovery conclude la propria parentesi nell'universo specchio e riporta i protagonisti nella propria realtà, non senza colpi di scena
Sebbene esca di scena in modo più ingenuo di quanto gli episodi visti finora avrebbero fatto sperare, Lorca si riconferma in questa puntata un abile pianificatore, in grado di aspettare quasi due anni prima di poter mettere a segno la propria vendetta nell'universo da cui proveniva. I suoi scontri con l'imperatore Georgiou (Michelle Yeoh) e Michael Burnham (Sonequa Martin-Green), diretti con respiro cinematografico dal nigeriano Olatunde Osunsanmi, ne evidenziano tanto l'ambizione quanto la mancanza di scrupoli, già emersa in precedenza sebbene mai declinata in termini tanto malvagi.
La scelta ricade, prevedibilmente, sull'imperatore, verso cui Burnham inizia a nutrire sentimenti di ammirazione derivati certo dall'affezione per la sua controparte defunta nell'universo originario, ma anche dovuti all'estrema fermezza e ai valori che la ragazza riesce a leggere dietro la corazza indossata per governare su un contesto politico costellato di conflitti e volto alla preservazione di una presunta purezza razziale; preservazione solcata da crepe a causa delle aperture ventilate dalla stessa Georgiou, di cui veniamo messi a conoscenza attraverso le accuse del ben più estremista Lorca.
Burnham è ben consapevole della minaccia che Lorca rappresenta per entrambi gli universi, eppure resta fedele a sé stessa fino all'ultimo e decide di risparmiargli la vita; scelta che di lì a poco viene annullata dal gesto di Georgiou, che finisce il capitano con un colpo di spada, per poi gettarlo all'interno della rete miceliale, decretandone la disintegrazione. È davvero questa la fine di Lorca? La domanda è legittima, specie in considerazione della presenza della realtà specchio.
Non è solo Georgiou a dover storcere il naso, una volta abbandonato l'universo specchio grazie all'abilità di Stamets (Anthony Rapp): la Discovery ritorna sì nella propria realtà originaria, ma a distanza di nove mesi rispetto allo slittamento voluto da Lorca. Ormai le sorti della guerra sembrano essere state decise e, con sgomento dell'intero equipaggio, la Federazione ne è uscita sconfitta a vantaggio della schiacciante vittoria dei klingon.
In un quadro che, per chi ha seguito questa prima stagione, ha ben poco di positivo, c'è però di che gioire: la dipartita di Lorca ha infatti fatto assurgere Saru (Doug Jones) al rango di capitano, e in questi nuovi panni il kelpien ha già dimostrato un carisma insospettabile a fronte della sua compassata compostezza. Era difficile, per Star Trek: Discovery, trovare un degno sostituto alla gigantesca figura di Lorca, ma Saru appare a oggi come la scelta ideale grazie al superbo lavoro attoriale di Jones, affrancatosi ormai definitivamente dall'etichetta di mimo per ricevere il meritato plauso che un interprete a tutto tondo come lui merita da tempo.