Star Trek: Discovery 2x10, "L'Angelo Rosso": la recensione
Star Trek: Discovery svela finalmente l'identità del misterioso Angelo Rosso in un episodio ambizioso seppur non del tutto riuscito
L'Angelo Rosso è forse l'episodio più ambizioso che Star Trek: Discovery abbia finora confezionato per il proprio pubblico; ciò non equivale, si badi, a dire che sia anche il più riuscito, ma dimostra un'impavida ambizione eclettica che lo rende indubbiamente emozionante, seppur non sempre coerente a livello di ritmo. L'inizio ci ricorda la dolorosa perdita della splendida puntata precedente: Airiam sta subendo una bizzarra autopsia, che ne decreta la cancellazione dei ricordi. Una trovata drammatica crudele quanto realistica, che riporta la defunta su un piano completamente umano: parafrasando Blade Runner, tutti i nostri ricordi sono destinati a perdersi come lacrime nella pioggia.
Non si può negare che L'Angelo Rosso abbia una componente verbosa piuttosto gravosa, che non incide favorevolmente sulla resa finale del capitolo. Sappiamo bene che Star Trek: Discovery ha la necessità di preparare il terreno per l'ultima parte di stagione, ma la tendenza a voler spiegare tutto per filo e per segno cozza talvolta con quella che è la parte migliore della serie, affidata alla psicologia dei suoi protagonisti. A tal proposito, i tempi sono maturi per elogiare la performance di Sonequa Martin-Green che, in questa puntata, riesce a colmare con la propria vibrante intensità alcuni passaggi un po' deboli della sceneggiatura, tra cui il macchinoso scontro col fratello Spock (Ethan Peck).
Quindi, dopo aver passato la maggior parte dell'episodio con l'errata convinzione che il viaggiatore del tempo sia in realtà una versione futura di Burnham, scopriamo che l'Angelo è in realtà sua madre. In breve, qualcuno che non abbiamo mai incontrato prima e verso cui proviamo un mero attaccamento di riflesso. Ancora una volta, la rivelazione finale funziona grazie a Martin-Green. In quel fatidico istante in cui riconosce la propria genitrice e pronuncia la parola "mamma", sembra quasi di vederla tornare bambina. Sono momenti come questi, sfumature attoriali come queste a costituire la linfa vitale più dolce e intensa di Star Trek: Discovery.