Succession 4x08, “America Decides”, la recensione
Succession è così sfumata dopo aver distrutto così tanti "valori Americani" che ormai è difficile capire chi stia vincendo e chi perdendo.
La recensione dell’episodio 8 della quarta stagione di Succession, disponibile su Sky e in streaming su NOW
The Newsroom ha gestito la puntata a testa alta e con lo sguardo dritto. È chiaro cosa è bene e cosa è male, cosa deve succedere perché un personaggio si salvi dal suo errore. Lo spettatore viene informato delle conseguenze e sa da che parte stare. Una puntata deontologica, in cui la redazione cerca di fare il suo dovere tra abbondanti frasi ad effetto e dialoghi incrociati.
Colpi di scena e one-liner piovono numerosi anche in questa ora di Succession che è però girata senza alcun ritegno né morale. Anche chi volesse tifare per i buoni non sa dove sbattere la testa. Non a caso America Decides è probabilmente l’episodio più balbettato di sempre. Non c'è una frase che venga detta con sicurezza. Perché è tutto ambiguo, tutto ha una doppia faccia, ogni decisione che va presa è un salto nel vuoto.
Una notte cha ha un impatto su tutti
Nell’equilibrio della stagione l’election day è il momento di incontro di tantissime linee di trama. Succede di tutto per tutti. Per goderselo appieno potrebbe essere necessario ripassare bene chi vuole cosa e perché lo vuole. Talvolta infatti, per cogliere la ragione di alcune decisioni si deve risalire a parecchie ore prima nella serie, a riprova di quanto tutto sia splendidamente connesso.
Per capire la posta in gioco di America Decides bisogna inoltre avere un minimo di dimestichezza con il sistema elettorale americano e i precedenti assimilabili a quelli qui raccontati. L’orizzonte di pensiero in cui si muovono le decisioni dell’ATN è infatti quello delle elezioni del 2000, George Bush contro Al Gore.
ATN è pronta a prendersi questa responsabilità? È veramente il bene per l'azienda, e coerente con la visione che i due fratelli avevano sullo stile comunicativo del notiziario?
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Le conseguenze delle elezioni in Succession
Al di là dell'esito delle elezioni sull'accordo con GoJo, il peso umano di quello che accade si può vedere negli occhi di Kendall Roy. Credeva di essere diverso da suo padre invece si riscopre molto simile. Farebbe di tutto per la sua famiglia, dice poco prima di metterla in pericolo per affari. Nemmeno Tom se la passa bene, come capo di ATN News dovrà dare alcune risposte importanti ai cittadini. Straordinario, come sempre, Matthew Macfadyen che riesce a mettere al centro la stanchezza fisica del suo personaggio, da farci temere quasi che non riesca ad arrivare indenne alla fine della notte.
Che stia per arrivare il gran finale lo si intuisce da uno sguardo devastante. Quello che Kendall lancia a Shiv attraverso un vetro, senza parole. Il disagio, l’ansia e il senso di colpa sono i condimenti che danno sapore alla serie. In questa magistrale sequenza si sentono particolarmente sulla pelle, come se non esistesse una quarta parete.
Nel 2013 The Newsroom dava una visione ben chiara e solare della democrazia. Dieci anni dopo Succession la distrugge. Spiega molto del nostro tempo questa disillusione cinica e disperata, in cui anche chi vince si sente sconfitto.