Supergirl 2x20, "City of Lost Children": la recensione
La nostra recensione del ventesimo episodio della seconda stagione di Supergirl, intitolato "City of Lost Children"
Nel frattempo, Lena Luthor inizia a lavorare a un misterioso progetto scientifico assieme a Rhea, la regina daxamita madre di Mon-El, e Jimmy riflette su ciò che il suo ruolo di Guardian ispira negli innocenti che vuole proteggere.
Anche i dialoghi tra i personaggi non funzionano, specie nei momenti chiave: basti riguardare il momento in cui J'onn è intento a motivare Jimmy parlando di sua figlia, o il confronto finale tra Mon-El e sua madre per capire quanto questo episodio sia sostanzialmente un fill-in, un riempitivo funzionale solo a gettare le basi per quello che sarà il finale di stagione, le cui premesse, va detto, appaiono però esaltanti. Sostanzialmente, si ha la sensazione che, nel momento i cui la luce dei riflettori si sposta dalla protagonista al resto del cast, il peso specifico di questo show cali vertiginosamente: se da un lato questo va a consolidare la posizione della Supergirl di Melissa Benoist, di contro, dobbiamo sottolineare come il cast di supporto non abbia gli stessi carisma e spessore di quelli delle altre serie TV dell'Arrowverse, e questo è un "tallone d'Achille" di non poco conto, specie se si guarda alla main villain interpretata dalla pur brava ed esperta Teri Hatcher.
La stessa regia di Bray appare stanca e sconclusionata, con evidenti momenti di stanca in cui la camera gira a vuoto, quasi come se non avesse una direzione narrativa da seguire. City of Lost Children è dunque un episodio che nessuno farà grande fatica a dimenticare, nella speranza che almeno i due capitoli della storia restanti ci offrano tutt'altro spettacolo.
Jimmy fa invece riferimento a un amico di Superman, un personaggio che usa la paura come arma: facile capire che sta parlando proprio di Batman, che dunque esiste effettivamente nella realtà di Supergirl. Realtà in cui ci sono anche altri personaggi ben più reali come Justin Timberlake, Britney Spears e gli NSYNC, i quali sono citati nelle battute iniziali dell'episodio, oltre al fotografo James "Spider" Martin, celebre per aver immortalato nei suoi scatti alcuni momenti chiave della lotta del movimento per i diritti civili, come la famigerata Bloody Sunday.
I Phorian, gli alieni che attaccano National City sono invece, almeno apparentemente, una creazione originale dello show, anche se va detto che nei nei fumetti della DC esiste una razza di nome Euphorian, sempre con poteri telecinetici e telepatici, con i quali il personaggio di Lanterna Verde ha avuto a che fare più di una volta.