Supergirl 4×04 “Ahimsa”: recap e commento
La nostra recensione del quarto episodio della quarta stagione di Supergirl intitolato "Ahimsa"
Supergirl è stata a un passo dalla morte, ma grazie agli sforzi combinati di Lena e Brainiac- 5 è riuscita a sopravvivere, per quanto ora si trovi "imprigionata" in una speciale tuta di contenimento, in attesa che l'atmosfera terrestre possa essere ripulita dai frammenti di kryptonite che l'hanno contaminata.
Nel frattempo, J'onn incontra Manchester Black, il fidanzato di Fiona, la leader del movimento pacifista alieno di cui fa parte, da tempo rapita da Agent Liberty. I due provano a liberare la donna, incontrando però serie difficoltà che portano Martian Manhunter a riflettere sulle sue scelte di vita recenti, facendogli valutare se tornare in azione, o meno.
Commento
È davvero impensabile che si possa seguitare ancora lungo questa strada, però.
A ogni modo, la battaglia finale al luna park che va in scena in Ahimsa è gradevole, specie dal punto di vista visivo, nonostante il momento di maggiore pathos - la morte di Fiona - sia abbastanza imbarazzante, come messinscena e recitazione.
Sul fronte dei riferimenti ed easter egg ai fumetti della DC Comics, la notizia più importante è sicuramente l'esordio del personaggio noto come Manchester Black, che ha una sua controparte originale che creata da Joe Kelly e Doug Mahnke sulle pagine di Action Comics #775 (2001). Nella sua iterazione originale, Manchester Black è il leader di un team di anti-eroi con super poteri noti come Elite, in possesso di abilità telepatiche e telecinetiche e fermamente convinto che l'unico modo di sbarazzarsi davvero dei criminali sia mediante l'utilizzo di forza letale.
Nelle battute finali dell'episodio appare anche il Colonnello Haley, che sembra essere la versione televisiva del Sergente Lauren Haley, apparso per la prima volta sulle pagine di Wonder Woman #325 (1985).
Ritorna in scena Beebo, personaggio di finzione oramai molto noto nell'Arrowverse. Infine, la parola "ahimsa" che dà il titolo all'episodio in sanscrito descrive il principio della non violenza su qualsiasi essere vivente praticato nella tradizione induista e buddista.