Tetris Effect, un viaggio allucinogeno che ricorderete per sempre – Recensione
Tetsuya Mizuguchi rilegge a modo suo un grande classico: la recensione di Tetris Effect
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Ai vari Resident Evil 7 bioharzard, Wipeout Omega Collection, Farpoint e Astro Bot Rescue Mission, difatti, bisogna aggiungere Tetris Effect, vera e propria pietra miliare che, pur essendo fruibile anche su un comunissimo televisore, solo in VR si tramuta in un’esperienza lisergica, estetizzante, aderente alla visione originaria del suo creatore, quel Tetsuya Mizuguchi già fautore di Rez Infinite, altra killer application per il visore di Sony, e soprattutto di Lumines.
Chiunque abbia adorato Lumines, amerà con identica intensità anche Tetris Effect[/caption]A ben vedere, potremmo ritenere l’ultima fatica di Ehnance Games quanto di più derivativo possibile, un collage di meccaniche ed effetti speciali trafugati da altre produzioni e all’occorrenza riutilizzati, riciclati, riproposti simili in tutto.
Tetris Effect è la somma del gameplay del celebre gioco inventato da Aleksej Leonidovič Pažitnov, fuso allo stile artistico visto ed apprezzato nel già citato Lumines. Il risultato, insomma, non è affatto originale, ma, con la complicità delle meraviglie garantite dalla realtà virtuale, siamo stati testimoni di uno spettacolo da osservare, ascoltare e tutto da giocare difficilmente descrivibile, prigionieri consenzienti di un turbinio di suggestioni che ci ha ipnotizzati, emozionati, estasiati nel vero senso della parola."Tetris Effect è la somma del gameplay del celebre gioco inventato da Aleksej Leonidovič Pažitnov, fuso allo stile artistico visto ed apprezzato nel già citato Lumines"
A rendere il tutto più coinvolgente e magico è il graduale raccordarsi di musica ed effetti grafici che rendono progressivamente più impattante il comparto scenico che circonda il videogiocatore, immerso com’è in uno scenario digitale vibrante ed allucinogeno.
Fondali marini in cui si inseguono pesci di ogni genere e forma, si alternano a paesaggi metropolitani pulsanti di luci e neon e a spettacolari tuffi nello spazio siderale. Più allontanerete lo spettro del game over, più verrete risucchiati da un vortice fatto di immagini assuefacenti e tracce musicali che spaziano dalla minimal, alla trance, passando per la chill-out e la soulful dance.
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Correrete su YouTube e Spotify alla disperata ricerca della soundtrack. Garantito[/caption]
Nulla di realmente innovativo, anche in questo caso, ma si tratta di piacevolissime variazioni sul tema, che regalano longevità extra ad un titolo di per sé senza fine, a patto di essere amanti della caccia all’highscore.
La creatura di Tetsuya Mizuguchi pecca in originalità, ma è senza dubbio alcuno un puzzle game d’impatto, artisticamente ispiratissimo, un indiscusso must buy per qualsiasi possessore di un PlayStation VR. Il gioco se la cava alla grande anche su un normale televisore, beninteso, ma è solo in realtà virtuale che diventa realmente speciale, unico, magico.