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The Gentlemen, la recensione della stagione 2: lo show criminale di Guy Ritchie fa tappa in Italia

La stagione 2 di The Gentlemen è disponibile su Netflix, riuscirà il Duca di Theo James a lasciare il segno?

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La stagione 2 di The Gentlemen arriva su Netflix a distanza di due anni, portando avanti i piani di ascesa al potere del Duca di Theo James. Guy Ritchie torna in veste di showrunner (e di regista) per continuare a espandere in streaming il mondo creato nel 2019 con il film che visto Matthew McConaughey nei panni del protagonista. Per coloro che ancora non lo sanno, i due prodotti vivono due vite parallele ma divise - e tra loro condividono solo le location e il nome, andando a raccontare un'altra storia legata alla vendita illegale di erba nell'Inghilterra moderna.

Guy Ritchie torna come regista per tre episodi, mentre si alterna a Eran Creevy (già presente nella stagione 1) e il nuovo arrivato Nick Rowland, su sceneggiatura dello stesso Ritchie e Matthew Read (Peaky Blinders). Scopriamo insieme se questa stagione 2 ha ripagato l'attesa, elevando ulteriormente il personaggio di Eddie nella mala britannica, tra nuove location e, ovviamente, nuovi personaggi poco raccomandabili.

Dove eravamo rimasti

Eddie (Theo James) e Susie (Kaya Scodelario) sono ormai soci d'affari e stanno cercando di farsi un nome mentre Bobby Glass (Ray Winstone) sorveglia tutto dalla sua “prigione”. Queste manovre porteranno i due a conoscere un gruppo di mafiosi italiani, guidati da Marco Moretti, interpretato dal nostro Sergio Castellitto. Nel frattempo, l'alleanza tra Eddie e i Glass si fa sempre più sottile e vecchi nemici tornano a mettere i bastoni tra le ruote. Tra inganni, tradimenti e uccisioni a sorpresa, questa nuova infornata di episodi scorre e intrattiene, esattamente come fatto due anni fa, anche se il ritmo è ancora una volta altalenante.

Eddie è sicuramente il personaggio meglio scritto dello show, la sua evoluzione, la sua fama di potere e la sua discesa nell'oscurità è costante e ben trattata, rubando sicuramente la scena. Theo James è convincente sia nelle scene tranquille sia in quelle più pericolose, dando vita a un protagonista per cui tifare nonostante le azioni negative. Anche gli altri protagonisti hanno quasi tutti il loro momento per evolvere, anche se alcuni personaggi secondari vengono messi in panchina e ripresi solo in momenti importanti. Molto buoni, invece, i nuovi membri del cast, in particolar modo il già menzionato Sergio Castellitto e Benedetta Porcaroli, che interpreta la contessa Isabella, nuovo interesse amoroso di Eddie.

Un viaggio italiano

Questa stagione 2 di The Gentlemen vede i nostri protagonisti viaggiare tra l'Inghilterra e l'Italia, con una serie di location inedite che si aggiungono alle campagne inglesi e ai baracconi in rovina. Dal Lago Maggiore alle chiese italiane, le location nostrane danno una botta di freschezza allo show, ampliando anche le possibilità del Duca e le sue ambizioni. Il mix tra le due culture è ben amalgamato, soprattutto nel sovrapporre le due lingue, con i nostri attori che si muovono bene anche in lingua inglese. Sergio Castellitto è credibile, esagerato come i boss malavitosi dei film di Ritchie, e Benedetta Porcaroli è un'ottima aggiunta al cast, soprattutto nelle scene con Theo James e Kaya Scodelario.

Forse anche questa volta otto episodi sono troppi, e si poteva tagliare qualcosa nel centro per rendere tutto ancora più fluido. Nonostante questo però, The Gentlemen scorre con entusiasmo, anche se a uscirne davvero con le ossa rotte è il Freddie di Daniel Ings, che ha davvero poche scene. Quello che nella prima stagione era uno dei personaggi più riusciti, appare molto meno, nonostante resti molto importante per la narrazione. Dato come finisce l'ottavo episodio però, sono sicuro che nella terza stagione l'equilibrio sarà ristabilito e Ings reciterà nuovamente al fianco di James, regalandoci quella che forse sarà il blocco di episodi conclusivo della serie.

La mano di Guy Ritchie

Similmente a quanto fatto per la prima stagione, Guy Ritchie firma i primi due episodi della stagione 2, e torna dietro la macchina da presa anche per il sesto, fondamentale per il futuro dello show. E sulla regia di queste tre puntate non c'è veramente molto da dire: i tagli al posto giusto, i piani lunghi e dettagliati, l'azione melodrammatica, e quell'insieme di ingranaggi che all'inizio sembrano confusi ma hanno il proprio posto nel disegno definitivo.

Purtroppo, in equal modo, gli episodi non diretti da Ritchie sono meno incisivi, eccezion fatta per le due puntate finali, dove sia Creevy che Rowland danno decisamente il meglio, elevando il prodotto a grande serie d'intrattenimento. Gli ultimi due episodi non sfigurano con quelli diretti da Ritchie anzi, riescono a tenere incollato lo spettatore grazie a un crescendo di situazioni sempre più adrenaliniche. Arrivati al finale di questa stagione ci troviamo di fronte a un prodotto decisamente più maturo, conscio dei propri limiti e dei propri tempi, a differenza di quanto successo nella prima.

Il consiglio è lo stesso di due anni fa, se vi piacciono i film di Guy Ritchie, non potete perdervi The Gentlemen. Questa seconda stagione evolve e migliora quanto fatto dalla prima, e dà piena fiducia alle performance dei suoi protagonisti e a un uso intelligente della camera. Uno show d'azione che diverte grazie a una trama ben intrecciata, dando a Theo James la possibilità di farsi notare in un ruolo sfaccettato e volubile.

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