Uncharted 4: Fine di un Ladro, la recensione
La saga di Naughty Dog si chiude col botto: la recensione di Uncharted 4: Fine di un Ladro
Lorenzo Kobe Fazio gioca dai tempi del Master System. Scrive per importanti testate del settore da oltre una decina d'anni ed è co-autore del saggio "Teatro e Videogiochi. Dall'avatara agli avatar".
Dopo anni di imprese spettacolari, completate prendendo sempre il toro per le corna, intervallando precisi colpi di mitra con battute taglienti, il nostro ha appeso scarponi e caricatori al proverbiale chiodo, rintanandosi in una vita fatta di quotidianità e cene consumate sul divano tra cimeli e foto che parlano di un passato assai diverso. Nathan ha fatto una scelta ben precisa, per amore e non solo, ma è difficile piegare la propria natura, mettere a tacere quella folle vocina interiore, ignorare il fuoco della passione che divampa sepolto sotto strati di prodotti per il bagno e birre americane che si raffreddano nel frigo.
Quanto a storytelling, Naughty Dog non teme rivali in campo videoludico. La maestria con cui i suoi sceneggiatori riescono a far convivere storie (in)credibili e personaggi perfettamente caratterizzati è abbagliante.[/caption]Uncharted, non a caso, è sempre stato questo: il concretizzarsi, all’ennesima potenza, delle ambizioni e aspirazioni alla scoperta, dell’inspiegabile desiderio di buttarsi a capofitto in peripezie incredibili, della malsana tendenza, maturata con la visione di film come Indiana Jones, a cacciarsi nei guai alla ricerca di tesori dall’inestimabile valore. Le giornate del nostro eroe in pensione, del resto, finiscono quasi sempre allo stesso modo: rintanato nella soffitta-rifugio, circondato da manufatti, schizzi e appunti che lo proiettano ai bei tempi andati, che riaccendono quell’eccitazione che nemmeno la sua amata Elena riesce ad infondergli.Sarà la riapparizione di una persona molto importante per Nathan, la miccia che innescherà la sua ultima e più pericolosa avventura, l’epopea che riassume, racchiude ed evolve al massimo livello possibile il fortunato brand partorito da Naughty Dog.
Possiamo dirlo senza indugi, né timore di essere smentiti: Fine di un Ladro è la degna conclusione della saga; un capitolo che se la gioca ad armi pari con l’indimenticabile Uncharted 2, uscendone persino vincitore; un attestato delle competenze e abilità maturate negli anni dallo stesso studio che in tempi non troppo lontani ci ha fatto dono di un capolavoro del calibro di The Last of Us. Proprio guardando al drammatico viaggio di Joel ed Ellie si scorgono importanti e fondamentali lasciti che concorrono a rendere tanto speciale questo titolo. Come fu per il survival horror, molto più che in passato, Uncharted 4 lascia attoniti e sbalorditi proprio quando ci si limita a rivestire il ruolo di ipnotizzati spettatori durante scene d’intermezzo e dialoghi tra i personaggi.
[caption id="attachment_155532" align="aligncenter" width="508"]
Tra i nuovi villain, figura Nadine Ross. I suoi ricci indomabili, i bicipiti scolpiti e gli occhi da predatrice la rendono sexy e insieme temibile. Un mix niente male.[/caption]
Una tale estasi visiva e sonora, sarebbe stata tuttavia impossibile da realizzarsi se a supporto non ci fosse un motore grafico all’altezza delle aspettative. Certo, i miracoli promessi da quel famoso trailer di presentazione non si sono minimamente palesati, ma lo spettacolo è comunque stordente. Dalle espressioni dei volti, passando per i meravigliosi modelli poligonali e le splendide ambientazioni, curate in ogni minimo particolare, tutto mette in mostra la reale forza e potenza di PlayStation 4, eliminando finalmente qualsiasi dubbio sull’effettiva qualità dell’hardware di Sony. A stupire più di tutto sono i dettagli, le piccole rifiniture che trasformano gli ammassi di poligoni, in personaggi “reali”. Nathan tocca le pareti, sposta le fronde degli alberi, si fa spazio tra i cunicoli appiattendosi; Sully si protegge gli occhi se gli si punta una torcia verso la faccia, si sistema i baffi, procede con un incedere pesante, visibilmente affaticato. Lo spettacolo per gli occhi, come già suggerito, prosegue anche nelle fasi in-game che, al contrario di quanto preventivato dopo certi annunci roboanti di mesi addietro, sottendono un gameplay assolutamente classico e ancorato alla stessa formula che da sempre alimenta ogni capitolo della serie.
"Uncharted 4: Fine di un Ladro è senza mezzi termini un capolavoro, un’avventura, irresistibile e fatale, che setta nuovi standard nel genere di appartenenza e non solo"[caption id="attachment_155533" align="aligncenter" width="508"]
In multiplayer il dettaglio grafico ovviamente cala in maniera evidente. A sorprendere in positivo, tuttavia, è il frame-rate: così come nella campagna principale, raramente lo vedrete singhiozzare.[/caption]
A coronare un capitolo meraviglioso, che propone un’avventura di per sé piuttosto lunga (quasi quindici ore) e appassionante, il multiplayer online: simpatico e apprezzabilissimo riempitivo che prolungherà il tempo che passerete con la produzione Sony. Pur non stupendo particolarmente, grazie ad un gran numero di modalità presenti e sbloccabili di ogni tipo, ha tutte le caratteristiche per intrattenere a lungo. Dalla sua, inoltre, la necessità assoluta di far squadra per avere la meglio sugli avversari, che dona un sapore particolare e quasi inedito ad ogni partita.