Venezia 71 - Olive Kitteridge, la recensione
Presentata al Festival di Venezia, Olive Kitteridge tratta con delicatezza la semplice vita di una donna difficile
La storia si articola lungo un periodo di 25 anni, durante i quali seguiamo l'evolversi-involversi della vita di Olive Kitteridge (interpretata, appunto, da un'ispiratissima McDormand), scontrosa insegnante di matematica di una cittadina nel Maine. Attorno a lei orbitano altre vite e altre storie: c'è il farmacista Henry (Richard Jenkins), tenero e amorevole marito di Olive, da lei contraccambiato in silenzio, senza mai un cenno di tenerezza; c'è Christopher (John Gallagher Jr), figlio della coppia, il cui conflittuale rapporto con la madre inciderà pesantemente sul futuro di entrambi; c'è Jim O'Casey (Peter Mullan), collega di Olive e suo potenziale amante. Tutti accomunati dall'impossibilità di stabilire una relazione soddisfacente con la scontrosa maestra, segnata da un passato che l'ha portata a seppellire tutte le emozioni, a reprimere gioie e dolori con l'illusione di poter restare immune alla vita.
Vedere Olive Kitteridge presentato al Festival del Cinema più antico del mondo fa riflettere e, in questo caso, rincuora parecchio: dopo aver tanto insegnato alla televisione, è giunto il momento che il piccolo schermo restituisca il favore, (re)insegnando al cinema come la divisione tra piccole storie e grandi storie perda di significato in presenza di un autentico talento artistico.
Olive Kitteridge andrà in onda a gennaio su Sky Cinema, e sarà solo uno dei numerosi titoli HBO che la piattaforma satellitare proporrà su Sky Cinema e Sky Atlantic grazie all'accordo con il canale via cavo americano. In particolare, su Sky Cinema sono in arrivo anche The Normal Heart e Behind the Candelabra.