Finalmente è arrivato in sala Tenet, la nuova opera personalissima e ambiziosissima di Christopher Nolan.

Se ne è parlato molto per molti motivi.

Tutti giustissimi.

Tenet è un film grande, dal respiro totalmente cinematografico, e si porta sulle spalle il difficile compito di riaprire la stagione fermata dal Covid. Le recensioni straniere avevano anche sottolineato la complessità della trama dividendosi, già prima che il film fosse disponibile al pubblico, tra i detrattori e i sostenitori del regista britannico.

Ma alla fine, quando anche Tenet sarà “storia” e verrà visto in un contesto – si spera – di normalità, che cosa ci ricorderemo e da cosa saremo colpiti?

Proviamo ad azzardare qualche ipotesi.

Nell’articolo sono contenuti piccoli spoiler sulla trama.

1) John David Washington

Figlio d’arte di Denzel Washington, John David è una grande sorpresa del film. Ex promessa del football, l’attore ha lasciato la carriera professionistica per seguire le orme del padre. Tenet non è la sua prima apparizione sul grande schermo, l’abbiamo già visto in BlackKklansman e Old Man & the Gun e nella serie Ballers, ma è chiaro che per lui questa sia l’occasione d’oro. Tutto il film è sul suo volto. Non ci ricorderemo l’arco emotivo del suo personaggio, troppo freddo e distaccato nel suo rapporto con Kat (Elizabeth Debicki), ma ricorderemo l’attore che interpreta il protagonista (parola non a caso).

La dedizione al ruolo è stata massima, e si vede. Gran parte degli stunt sono stati eseguiti da lui in prima persona. La presenza sullo schermo, la consapevolezza della scena è quella di un attore già maturo. Christopher Nolan non è propriamente un regista dedito alle performance attoriali. È noto il suo ritmo di produzione veloce e la sua propensione a circondarsi di attori già formati. John David Washington riesce a calamitare lo sguardo, a reggere la pressione, a muoversi come ci si muove in un film di Nolan. E non è poco.

2) La colonna sonora

Salutato Hans Zimmer (impegnato alle musiche di Wonder Woman 1984), la colonna sonora è stata affidata al compositore Ludwig Göransson. Servirebbero molte pagine per parlare della musica nei film di Nolan. Per essere sintetici: con la maturità del regista anche l’uso della partitura musicale si è conformato al suo stile. La musica non viene scritta come semplice commento applicato alle immagini. Vi è spesso un’idea di trama, all’interno della colonna sonora.

Qualche esempio: il tema del Joker è un lungo suono acuto, immagine della mente del personaggio. Il tema di Batman è composto come un battito d’ali. In Inception Non, Je Ne Regrette Rien di Edith Piaf viene rallentata e amplificata fino a diventare il tema principale. In Dunkirk la guerra è rappresentata attraverso l’illusione di un continuo crescendo.

E in Tenet? Semplice, geniale, efficace. La colonna sonora è composta per essere ascoltata in avanti e all’indietro. L’illusione è infatti quella di avere ascoltato l’intero disco avendo schiacciato il tasto sbagliato e di essere andati dalla fine all’inizio. Saranno interessanti le sovrapposizioni, inversioni e i mix dei fan. Non è da escludere che, studiando i suoni di Tenet, si troverà una nuova chiave di lettura al film.

3) La scena dell’aeroporto

Christopher Nolan ama fare le cose sul serio. E con “sul serio” intende “per davvero”. Un aereo deve sfondare l’hangar di un aeroporto? Facciamolo con un aereo in scala 1:1. Chiacchierata e oltremodo presente in spot, trailer e dietro le quinte, la scena è una di quelle espressioni di puro cinema che tanto ci mancavano. Un momento centrale nel film che promette già di diventare iconico e che rende alla perfezione il senso e la grande differenza che interare tra una visione casalinga e il grande schermo. Certo, la sequenza di apertura resterà la più ispirata e coinvolgente di tutto il film. Ma di un aereo che sfonda “veri” edifici ce ne ricorderemo a lungo.

tenet aereo scena

4) La meccanica del tempo

Come dicevamo nella nostra recensione Nolan prende in prestito idee, dinamiche temporali, implicazioni e paradossi da Terminator, Looper, Ritorno al futuro e dal suo stesso Interstellar a cui aggiunge l’idea degli oggetti che “vanno all’indietro”. L’esito di questo pastiche di concetti fantascientifici e di strumenti narrativi è una decisa rinfrescata al genere. Il tempo viene usato in maniera innovativa, divertente e dinamica. Non è semplice capire tutte le implicazioni, entrare nella frequenza di pensiero del regista. Però questa nuova gestione dei flussi temporali permette al film di non cadere mai nel già visto e di rilanciare costantemente la sfida allo spettatore.

Cosa ne pensate di Tenet? Fatecelo sapere nei commenti!