Tenet è uno dei film più ambiziosi, criptici e scervellanti di Christopher Nolan fino ad oggi: una sola visione potrebbe fare poco per chiarire gli aspetti più oscuri della trama e fornire una spiegazione ai dubbi più vivaci degli spettatori, specie perché gli eventi e le informazioni date nel corso delle 2 ore e 30 minuti dell’ultima fatica del regista in britannico sono decisamente tante.

Come suggerisce la Barbara di Clémence Poésy in una delle scene iniziali, la cosa migliore è non farsi domande limitandosi a seguire l’istinto: “Non cercare di capire, sentilo“.

Questo è oramai assodato. Cercare di capire ogni singolo passaggio di Tenet potrebbe risultare ostico dal momento che lo scopo del film è tutt’altro, ecco perché siamo qui a provare a fare un po’ di chiarezza nel caso vi fosse sfuggito qualche dettaglio.

Inutile dire che tratteremo degli aspetti più importanti della trama, perciò quanto segue è da intendersi come SPOILER.

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Tenet

tenet nolan robert pattinson

Come già evidente sin dall’annuncio del titolo, con Tenet Christopher Nolan ha giocato sul concetto alla base del quadrato di Sator, rivisitando un tema che lo ha sempre affascinato a giudicare dalla sua filmografia, questa volta da un’altra prospettiva.

Nonostante i continui rimandi e strizzatine d’occhio alle parti del quadrato del Sator (Sator Arepo Tenet Opera Rotas – ognuna con un ruolo), il regista ha giocato più specificamente con il numero 10. Il numero è “nascosto” d’altronde nel titolo (composto da un Ten più un ten invertito) e viene continuamente ripetuto in tutto il corso della pellicola (ci vorranno solo 10 minuti per incontrare Sanjay a Mumbai, il convoglio durante la missione nel secondo atto arriverà dopo 10 minuti e tutto l’atto finale si svolge nell’arco di 10 minuti).

La missione

Glissando su spiegazioni relative a inversioni e tecnicismi legati al concetto di entropia, il fulcro della storia viene rivelato nel corso di una conversazione tra il Protagonista e Priya a Oslo: è in questa occasione che le cose iniziano a farsi chiare. Priya svela che nel futuro una scienziata ha trovato il modo di invertire l’entropia dell’ambiente terrestre che potrebbe mandare il mondo in rovina (paragonandola a Oppenheimer e al progetto Manhattan). 

Cosa già anticipato da Neil, nel futuro non invertiranno solo oggetti e persone, ma il mondo intorno a noi:

A mano a mano che invertono l’entropia di un maggior numero di oggetti le due direzioni del tempo diventano sempre più intrecciate. Ma siccome l’ambiente scorre nella nostra direzione, noi dominiamo. […] L’algoritmo può invertire la direzione di quel vento. Può invertire l’entropia del mondo.

Perché invertire il mondo se questo significa annientarlo? Sembra illogico scegliere di invertire il mondo, mandando tutto in rovina. Lo sottolineano i protagonisti parlando del paradosso del nonno. Se uccido mio nonno prima che incontri mia nonna, rendo impossibile la mia esistenza e al contempo lo stesso viaggio nel tempo che determina l’assassinio di mio nonno.

Quando il Protagonista chiede perché qualcuno dovrebbe annientare il passato della propria esistenza, Neil spiega:

Nel futuro chi è al potere è convinto che si possa buttare già il nonno dalle scale, cavargli gli occhi, tagliargli la gola senza conseguenze.

Hanno ragione? “Non ha importanza, loro ci credono“.

Le cose in futuro sono messe così male che sono disposti a tutto, anche rischiare di cancellare l’esistenza. I “cattivi” del futuro si sono resi conto del fatto che il mondo sia diventato un posto così brutto che il pianeta deve ripartire capo. Vogliono uccidere le persone che hanno distrutto il mondo, ma così facendo potrebbero uccidere i propri antenati.

Temendo una guerra, la studiosa ha separato la sua tecnologia (chiamata appunto l’algoritmo, sostanzialmente una formula) in nove pezzi nascondendoli nel posto migliore possibile: il passato. Uno di questi pezzi è il plutonio-241 al centro dell’inseguimento automobilistico. Dopo questo atto la scienziata si è suicidata: a differenza dei “cattivi” è convinta che distruggere gli antenati sia un atto fatale per tutti.

Priya spiega che nel futuro c’è un’organizzazione (con esercito al seguito) che ha scelto Sator con l’incarico di fargli raccogliere tutti i pezzi sin da quando è adolescente (come si vede nel flashback). In molti anni Sator è riuscito a comunicare con il futuro e a raccogliere quasi tutti i pezzi, come scopriamo nel film. Tenet è invece un’altra organizzazione fondata nel futuro (il cui capo ci viene rivelato alla fine del film) che vuole impedire la fine del mondo.

Corsa contro il tempo

La successiva parte del piano prevede che i personaggi tornino al “14”, data in cui Sator scomparve dalla sua vacanza in Vietnam, l’ultimo suo momento di felicità, quello in cui si sentì amato. Ha scelto quel giorno per uccidersi scatenando una grossa reazione a catena.

Neil rivela che Sator ha un braccialetto con un dispositivo particolare: alla sua morte, le coordinate GPS della posizione dell’algoritmo verranno resi noti attraverso delle e-mail per l’esercito del futuro. Il motivo per cui Sator non ha problemi a distruggere il mondo è che ha un tumore al pancreas: è destinato comunque a morire. Perciò come nel caso di Kat, “se non può avere il mondo, non lo avrà nessuno”.

Il piano dei protagonisti è tornare a questa data e recuperare l’algoritmo che i soldati di Sator intendono sigillare nella città sovietica Stalask-12 usando una bomba per conservarlo in attesa che passi nelle mani della posterità.

L’obiettivo di Kat è tenere Sator occupato sullo yacht impedendogli di uccidersi prima che mettano le mani sull’algoritmo.

Neil e il Protagonista si uniscono invece all’esercito guidato da Ives (Aaron Johnson), che si divide in due: la squadra blu in inversione e la squadra rossa in avanti. Durante un briefing Ives spiega che dovranno compiere una manovra a tenaglia temporale. Neil fa parte della squadra blu guidata dal comandante Wheeler, che viene scaricata sul sul crinale sopra l’ipocentro, il più vicino possibile come tempo alla detonazione. Il loro obiettivo è – come spiega Ives – “dare via libera e chiarificare” precisando che il briefing che sta tenendo trae beneficio dalla loro esperienza.

Ives e il Protagonista sono nella squadra rossa ma hanno un compito ancora più specifico: recuperare l’algoritmo. In tutto hanno 10 minuti per salvare il mondo. La missione dei due viene aiutata dalle due squadre che si coordinano per creare una distrazione con una doppia esplosione (quella nella GIF). Una volta che il Protagonista e Ives riescono a scendere nell’ipocentro, qui trovano un uomo con la fascia blu morto a terra, mentre scopriamo che uno degli uomini di Sator si trova lì sotto per seppellire l’algoritmo facendo esplodere la bomba.

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Tutto a un tratto l’uomo a terra “prende vita” dopo che un proiettile gli perfora la testa: è invertito. Il Protagonista nota un laccio rosso (lo stesso che aveva notato nell’uomo che lo aveva salvato al teatro d’opera) allo zaino di questo personaggio misterioso che apre il cancello e corre via permettendo al Protagonista di battersi con l’uomo di Sator e a mettere le mani sull’algoritmo prima dell’esplosione.

Neil intanto si separa dalla squadra blu e usa un tornello per invertirsi nuovamente e tornare nel mondo normale mettendosi alla guida di una jeep. È proprio lui a salvare Ives e il Protagonista dall’esplosione della bomba.

Kat intanto uccide Sator “in maniera precipitosa”, ma la missione ha comunque successo.

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Su Kat e Sator urge un chiarimento: quelli che vediamo nell’ultimo atto sullo yacht sono la “Kat futura” e il “Sator futuro”. La “Kat passata” si è infatti allontana dallo yacht con suo figlio verso la costa, mentre il “Sator passato” ha fatto lo stesso in elicottero per dirigersi a Kiev. 

Come vediamo, Kat futura arriva sull’imbarcazione, dice di aver cambiato idea al ragazzo che la accoglie e attende l’arrivo di Sator futuro con la scusa di volergli fare una sorpresa. Questi arriva con un altro elicottero e viene colto alla sprovvista alla vista di Kat, anche se è convinto che sia la Kat passata visto che pensa di avere ucciso quella futura.

Il motivo per cui Kat deve far sparire il corpo, una volta ucciso Sator, è proprio perché l’altro Sator era diretto a Kiev. Sappiamo inoltre che le persone invertite non devono assolutamente entrare in contatto con l’altra versione di sé: il rischio è l’annientamento.

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Il mistero di Neil

In una delle sequenze finali Ives dice a Neil e al Protagonista (poco prima di suggerire che dovrebbero entrambi morire) che il loro obiettivo è nascondere ognuno un pezzo dell’algoritmo in una parte del mondo e poi uccidersi senza specificare “quando”. 

Come viene ripetuto più volte nel corso del film, l’ignoranza è l’arma più grande. Se nessuno sa dov’è l’algoritmo, nessuno può raccontarlo e nessuno può metterci le mani sopra.

Il Protagonista è sempre stato sospettoso: non sa perché Neil sappia così tanto in tutto il corso della storia. Lui spiega che si conoscono da anni e che Tenet è stata un’idea proprio sua, del personaggio interpretato da John David Washington. Il Protagonista nota poi che sul suo zaino ha lo stesso laccio rosso visto poco prima: è Neil che lo ha salvato al teatro d’opera ed è proprio lui che è morto/morirà per salvarlo nell’ipocentro. 

Come Neil spiega al Protagonista, dovrà rivivere la battaglia finale per assicurarsi che vada tutto per il verso giusto. “È andata come è andata” e dovrà andare come dovrà andare. Abbiamo già visto la versione “invertita” con Neil colpito dal proiettile e poi di nuovo in piedi per spalancare il cancello.

Tutto è chiaro al Protagonista – come al pubblico – solamente nel finale: il Protagonista ha capito che Neil ha ancora un ruolo da giocare per la sopravvivenza del mondo e non può farci nulla.

Sono ancora io lì dentro, che intreccio un altro passato nella trama della missione – Neil

Neil spiega che un Protagonista più vecchio recluterà un giovane Neil e poi diventeranno amici (sarà proprio in quell’occasione che Neil imparerà che il Protagonista non ama bere alcolici in missione e che preferisce una Coca-Cola Light). 

Neil: Non si può lasciare niente al caso.

Protagonista: Ma cambia se ci comportiamo diversamente?

Neil: È andata come è andata. È un’espressione di fiducia nella meccanica del mondo. Non una scusa per non far niente.

Protagonista: Destino?

Neil: Chiamalo come vuoi.

Protagonista: Tu come lo chiami?

Neil: Realtà.

Nella conversazione finale in auto, scopriamo che è stato proprio il Protagonista a ingaggiare Priya nel futuro: lei lo invita a chiudere le questioni in sospeso uccidendola e così succede. Il Protagonista stava quindi lavorando per sé stesso, ingaggiando Neil e Priya affinché lo guidassero nel passato e preparando la versione giovane di sé con il “test” del teatro dell’opera. 

Tenet

Cos’è una tenaglia temporale?

Nel film ce lo spiega Ives, il personaggio di Aaron Taylor-Johnson: in sintesi consiste in una manovra che prevede che una persona torni indietro nel tempo per dare informazioni utili sul futuro. Spoiler viventi, insomma. In questo modo la persona non invertita può procedere con informazioni rilevanti su cosa sta per succedere.

È quanto succede durante lo scontro finale (con la squadra blu e la squadra rossa), ma anche in altri momenti del film: è il caso del momento in cui Sator e i suoi uomini sfruttano la manovra durante l’inseguimento d’auto per avere la meglio sul Protagonista e recuperare il pezzo mancante dell’algoritmo (da notare infatti che hanno la mascherine al contrario di Kat, perciò sono invertiti); o della scena di Freeport, in cui Neil e il Protagonista vivono la scena in maniera “convenzionale”, poi sono costretti a riviverla per salvare Kat da invertiti. 

Ce n’è anche un’altra, più colossale, come chiarisce Neil nel finale: tutto il film è una tenaglia temporale, con il Protagonista che istruisce Neil e Priya nel passato su cosa fare e chi arruolare per fermare Sator.

Tenet Recensioni

La conclusione

Il film si chiude con una narrazione ad opera di Neil che sembra “ingiustificata”, visto che non è mai stato il suo il punto di vista dal quale abbiamo seguito la storia. Neil fa una riflessione sul fatto che al mondo sembrano interessare solamente le bombe esplose: sono quelle che non esplodono, invece, a poter cambiare le cose.

Salviamo il mondo da quello che poteva succedere. Il mondo non lo saprà mai e anche se lo sapesse, non gli importerebbe. A nessuno importa della bomba che non è esplosa, ma solo di quella che è esplosa. È la bomba non esplosa il pericolo che nessuno sapeva fosse reale. Quella è la bomba che può cambiare il mondo.

tenet dettagli sul film dallo spot orologio

Tenet: la trama del film di Christopher Nolan

John David Washington è il nuovo protagonista dell’originale sci-fi d’azione di Christopher Nolan, “Tenet”.

Armato solo di una parola – Tenet – e in lotta per la sopravvivenza di tutto il mondo, il protagonista è coinvolto in una missione attraverso il crepuscolare mondo dello spionaggio internazionale, che si svolgerà al di là del tempo reale. Non un viaggio nel tempo. Ma inversione.

Il cast di Tenet include Robert Pattinson, Elizabeth DebickiDimple KapadiaAaron Taylor-JohnsonClémence Poésy, con Michael Caine e Kenneth Branagh.

Tenet è stato scritto e diretto da Nolan ed è stato realizzato con un mix di IMAX® e pellicola in 70mm. Emma Thomas e Nolan sono produttori con Thomas Hayslip in veste di produttore esecutivo.

La squadra creativa che ha lavorato dietro le quinte comprende il direttore della fotografia Hoyte van Hoytema, lo scenografo Nathan Crowley, la montatrice Jennifer Lame, il costumista Jeffrey Kurland, il supervisore degli effetti visivi Andrew Jackson e il supervisore degli effetti speciali Scott Fisher. La colonna sonora è opera del compositore Ludwig Göransson. Girato in sette nazioni differenti, il film è uscito al cinema grazie alla Warner Bros. Pictures il 26 agosto.

Che ne pensate? Avete provato a dare una spiegazione a tutta la storia di Tenet? Avete notato altri dettagli?