Fine anno, tempo di classifiche. Ecco la mia lista dei migliori film del 2014, ovviamente si tratta di film usciti nelle sale di prima visione dal 1 gennaio al 31 dicembre 2014. L’ordine dei film è motivato solo ed esclusivamente dal giorno di distribuzione cinematografica in Italia.

American Hustle di David O. Russell (01/01/2014)

Il film truffa diventa anche un’intricata storia d’amore dove a un certo punto non sai più se i due capi truffatori Irving (Christian Bale) e Sydney (Amy Adams) si amano ancora o se stanno facendo il doppio gioco, oltre che con l’agente Fbi Richie (Bradley Cooper), anche tra loro o addirittura dentro di loro. Nemmeno loro due hanno le idee particolarmente chiare da questo punto di vista. E’ il geniale gancio che ti tiene attaccato a una pellicola raccontata da tre diversi punti di vista che poi svaniscono per lasciare lo spettatore ignaro di quale sia la verità. Alla fine tutti nodi verranno al pettine di capelli anni ’70 particolarmente intricati. Quando non sono dei tupè.

Nebraska di Alexander Payne (16/01/2014)
Un film diesel che scava nel profondo del rapporto tra genitori e figli. Cosa sappiamo, in fondo, degli uni e degli altri? A volte è necessario uscire dai soliti percorsi per guardarci negli occhi e riscoprirci persone completamente diverse. Semplicemente struggente e con un Bruce Dern (padre) e un Will Forte (figlio) indimenticabili.

Smetto quando voglio di Sydney Sibilia (06/02/2014)
I soliti ignoti della generazione dei precari italiani sottovalutati e sottopagati. E’ il film più drammatico e automaticamente più comico su questa generazione quasi del tutto annichilita dagli ultimi 20 anni italiani di crisi politica, morale ed economica. Riderci su può essere l’unico vero antidoto alla disperazione più cupa. La miglior commedia nostrana del 2014. 

The Lego Movie di Phil Lord e Christopher Miller (20/02/2014)
Il grande scontro tra Bene e Male è solo una differente visione e divisione dei mattoncini Lego nella cantina di casa tra figlio e papà. L’umorismo metacinematografico di Phil Lord e Christopher Miller trova in questa vivace sarabanda in computer animation l’apice massimo. Qualsiasi tipo di universo fantastico è frutto della visione del mondo del suo demiurgo. Che sia un figlio in fase pre-adolescenziale, un padre che non vuole crescere… o una bambina scatenata allo stadio pre-verbale (il prossimo film?)!

La trattativa di Sabina Guzzanti (02/10/2014)
Dal punto di vista di una donna, le torbide vicende italiane alla base del processo per la trattativa Stato-Mafia. Stesso discorso di Smetto quando voglio: si può ridere anche di un dramma e infatti il documentario della Guzzanti è divertentissimo e a tratti comico. Anche se l’argomento è veramente scomodo e alcune accurate ricostruzioni lasciano l’amaro in bocca. Per usare un eufemismo.

Il regno d’inverno di Nuri Bilge Ceylan (09/10/2014)
Il protagonista è un giallo. Chi é questo articolato proprietario di un albergo incastrato nelle rocce dell’Anatolia? Attraverso lunghissimi e avvincenti dialoghi con sorella, moglie e conoscenti, arriveremo a sapere qualcosa dell’enigmatico Aydin. E’ un Re. O forse un tiranno.

Guardiani della galassia di James Gunn (22/10/2014)
Il miglior cinefumetto Marvel di sempre? Per noi sì. Cuore, cervello, azione, emozione. Se James Gunn ha raggiunto questa freschezza con il primo episodio… non osiamo immaginare cosa accadrà con il sequel quando sarà più libero e addirittura più incosciente. Rocket Racoon uno di noi!

Boyhood di Richard Linklater (23/10/2014)
Non sappiamo se è più impressionante il fatto che Linklater ci abbia messo dodici anni a girarlo oppure che nel frattempo… sia riuscito a dirigere e distribuire altri 8 film dal 2002 al 2014. Comunque la mettiate è un’idea geniale che uno dei papà del cinema indy mainstream degli ultimi 20 anni ha sviluppato con grande cura e grazia. E’ una visione magica e vuoi che non finisca più. La sua struttura orizzontale può penalizzarlo all’Oscar ma che bello vedere un bimbo americano crescere in mezzo al silenzio e alla non-violenza. Ma allora gli Stati Uniti possono essere anche questo! Minimalismo rivoluzionario.

Mommy di Xavier Dolan (04/12/2014)
Tecnicamente è un film di fantascienza e della fantascienza prende la didascalia iniziale dall’apocalittico sapore “carpenteriano”. Poi diventa un dramma familiare molto cupo, trash, profondo e divertente insieme. Il talento di Xavier Dolan è cristallino. E, al momento, senza alcun tipo di freno espressivo.

L’amore bugiardo – Gone Girl di David Fincher (18/12/2014)
Forse il film di David Fincher più spietato e nichilista. La coppia può essere un mostro bifronte che se non uccide, o manda in galera, ci tiene per sempre imprigionati in un’idea perfetta di noi stessi che serva a vendere la percezione che l’esterno deve avere di noi. La Amy di Rosamund Pike è la femme fatale del 2014. Batte l’Ava Lord di Sin City – Una donna per cui uccidere 3-0. Da brividi freddi. 

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