The Walking Dead 8x10, "The Lost and the Plunderers": la recensione
La nostra recensione del decimo episodio dell'ottava stagione di The Walking Dead
Una volta giunti alla discarica, i due vengono sorpresi da un’orda di zombie: qualcosa è andato storto, ma inizialmente il pubblico viene portato a credere che si tratti di una trappola messa in piedi da Jadis.
David Boyd dirige un episodio impegnativo, talmente crudo e difficile che ha la forza di allontanarsi da tutta quella serie di capitoli post-mortem a cui la serie ci aveva abituati. Mentre ci aspettavamo ritmi lenti e personaggi talmente addolorati da rimanere impassibili, The Walking Dead regala al suo pubblico un episodio ricco di dettagli, ingegnoso nelle idee e talmente essenziale per la stagione da dare nuova linfa vitale a quel senso di attesa che si era sopito. Dopo essere stata lasciata da sola, Jadis è costretta a sopravvivere commettendo un'azione talmente eccessiva da risultare drammaticamente geniale: la donna attira l’orda di erranti, che qualche minuto prima erano i suoi compagni, in un tritatutto abbastanza grande da disintegrarli tutti in qualche istante. Una scena talmente splatter da risultare divertente ma che in contrasto con quello sguardo triste e inedito di Jadis funziona più che bene. Il pubblico viene portato a guardarla con occhi diversi, specialmente dopo che qualche minuto prima si era aperta a Rick e Michonne. Una volta completata la transizione da errante ad ammasso di carne trita, Jadis apre uno scatolone pieno di barattoli di succo di mele a lunga conservazione e inizia a berne uno fissando un punto e facendo intuire la gestazione di un piano vendicativo. L’idea che la donna abbia in mente di muoversi seguendo le orme di Hannibal Lecter o Sweeney Todd non è da considerarsi impossibile, anzi potrebbe rivelarsi un colpo di scena piacevole anche se non proprio originale.
Grazie a “The Lost and Plunders” anche la caratterizzazione del personaggio di Negan procede di un altro livello o perlomeno rivela quello che già da un po’ di tempo il pubblico aveva iniziato a predire. In un certo senso, l'uomo mostra il suo lato più clemente, più rispettoso nei confronti del genere umano. Questo non lo nobilita di certo ma quantomeno è possibile notare come la sua personalità non sia solo impregnata di odio e insensibilità. In effetti Negan non viene mai rappresentato come un voltagabbana o un traditore, bensì come un villain che se stuzzicato tira fuori il peggio di sé. La sua dittatura fa morti quando qualcuno inizia a ribellarsi. Contemporaneamente, Simon mostra una spietatezza che certamente va in contrasto con il pensiero più volte espresso da Negan. Il fatto che ci siano dei contrasti anche all’interno di una stessa coalizione non può far altro che arricchire il futuro della serie.
Carl avrebbe voluto tanto che suo padre si arrendesse e che Negan smettesse di attaccare senza pietà: a primo acchito, però, sembra che una guerra fondata sull’odio e il risentimento stia nascendo più grande che mai.
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