West Wing: ecco i motivi per recuperare la serie su Amazon Prime Video
West Wing: ecco i motivi per recuperare la serie scritta dall'acclamato autore Aaron Sorkin disponibile ora su Amazon Prime Video
Era un altro pianeta, un altro universo televisivo quello in cui, nel 1999, debuttò sulla NBC West Wing - Tutti gli uomini del Presidente, la serie scritta dall'acclamato autore Aaron Sorkin che raccontava il giorno per giorno del Presidente degli Stati Uniti, Jed Bartlet (Martin Sheen) e della sua amministrazione.
Gran parte del successo della serie, soprattutto per le sue prime 4 stagioni, prima cioè che Aaron Sorkin lasciasse il suo ruolo di showrunner a causa di alcuni problemi personali, compreso un arresto per possesso di funghi allucinogeni, va sicuramente attribuito al prolifico autore. West Wing è sempre stato uno show diverso, che non ha mai avuto paura di annoiare il pubblico con le complicazioni di un gergo politico di non sempre facile comprensione, né con i delicati equilibrismi necessari ad un'amministrazione per governare un paese ed è indubbiamente fiorito su fondamenta di un idealismo quasi esasperato, persino irrealistico, che hanno reso la serie qualcosa di unico, anche a più di 10 anni dalla sua conclusione.
Altri show hanno provato a parlare di politica, ma quasi nessuno è riuscito a farlo con il linguaggio e lo stile di West Wing, con l'eccezione forse di Veep che - nonostante il suo taglio da commedia - ha comunque trattato il tema degli alti e bassi della politica americana con incredibile accuratezza. Scandal, House of Cards, Designated Survivor sono solo alcune delle serie politiche più conosciute che, nonostante il loro successo di pubblico, hanno scelto una strada completamente diversa, dedicando gran parte delle sue trame all'eccesso di alcuni improbabili scandali, piuttosto che al genuino tentativo di raccontare la vita e le gesta di chi governa uno dei paesi più ricchi e potenti al mondo che, volenti o nolenti, determina tutt'oggi gli umori della politica internazionale.
Il vero protagonista della serie, l'uomo la cui impronta è impossibile non riconoscere dietro le quinte di questo come di un altro show più recente come The Newsroom, resta indubbiamente Aaron Sorkin, colui che dichiarò che "ci sono solo due cose al mondo che non si vuole che le persone sappiano come sono fatte: le leggi e le salsicce". La sua decisione di lasciare la guida di West Wing nella 4^ stagione, secondo alcuni, ne segnò anche il declino nonché un sensibile cambiamento al cuore dello show che, da serie prettamente politica, cominciò a concentrarsi maggiormente sui suoi protagonisti, perdendo in parte alcune delle caratteristiche che ne avevano fatto un prodotto così diverso dagli altri, arricchito da riunioni trasformate in veri e propri match verbali e storyline avvincenti, che esaltavano la quotidiana difficoltà del Presidente e della sua amministrazione nel barcamenarsi tra scomode decisioni politiche da prendere senza mai perdere di vista l'importanza del consenso del proprio elettorato.
Nonostante il tema della serie possa sembrare erroneamente freddo, Sorkin non ha mai perso di vista l'importanza di coinvolgere emotivamente il proprio pubblico. A testimonianza di questa regola aurea resteranno infatti sempre episodi come Le due cattedrali (il finale della 2^ stagione) in cui, nei minuti finali, un Bartlet che sta affrontando una crisi ad Haiti, l'arrivo di una tempesta tropicale e la morte della sua fidata amica e segretaria personale, - a causa della quale in un epico monologo e da fervente cattolico dà del "figlio di p*****a" a Dio in una chiesa - si ritrova di fronte ad una folla di giornalisti che attendono di sapere se si ricandiderà per un secondo mandato, accompagnato dalle note di Brothers In Arms dei Dire Straits.
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