Negli Stati Uniti sono già andati in onda i primi cinque episodi di Arrow e noi, come i fan di tutto il mondo, cominciamo a farci un’idea del protagonista. Al di là delle non-doti recitative di Stephen Amell, va detto che l’Oliver Queen presentato dallo show di The CW ha sorpreso un po’ tutti: chi si aspettava un supereore classico o un personaggio simile al Clark Kent di Smallville è rimasto spiazzato. Il nostro Freccia Verde non è un eroe: è un giustiziere.

Rimasto per cinque anni su un’isola sperduta in mezzo all’oceano, Oliver è tornato nella sua città di origine molto cambiato, sia nel corpo (vedi le varie cicatrici) che nello spirito: deciso a portare giustizia e a riparare ai torti imputabili alla sua famiglia, il protagonista non si pone dubbi qundo si tratta di farsi strada con la violenza tra i nemici. Se da una parte i suoi bersagli principali vengono risparmiati – vedere crollare il proprio dominio è una punizione maggiore di una morte rapida – dall’altro Queen jr. lascia una scia di morti, feriti e torturati notevole. Se c’è da infilzare la mano di uno scagnozzo contro un muro, per ottenere informazioni importanti, Oliver non ci pensa due volte. Se per fermare Deadshot la soluzione più efficace sembra una freccia piantata nell’unico occhio disponibile, Arrow prende la mira e scaglia. Se Laurel (Katie Cassidy) è aggredita da carcerati in rivolta, il suo ex ragazzo sfoga tutta la sua rabbia e una furia cieca sui “malcapitati”.

Vogliamo fare due paragoni? Il Batman di Christopher Nolan, specialmente all’inizio, utilizza la paura contro i suoi nemici, ma non si spingerebbe mai oltre – in The Dark Knight, il faccia a faccia con Joker nella prigione è un esempio di quanto Bruce Wayne sia limitato e cerchi a tutti i costi di contenersi – mentre il personaggio dello show di The CW non ha limiti. Oliver è freddo, spietato, cinico e non vuole correre rischi lasciandosi alle spalle nemici che potrebbero tornare a colpirlo e infatti la prima cosa che gli viene insegnata sull’isola è la sopravvivenza. Ecco che alla mente ci viene il nome di Dexter Morgan (ricordiamo che non stiamo paragando i prodotti, per carità), l’assassino di killer, fedele alla propria famiglia (in Arrow rappresentata solo dalla sorella di Oliver) e al padre. Certo, Queen deve il suo cambiamento ai traumi del naufragio e non è un sociopatico, ma le affinità con Morgan ci sono.

In questo discorso si introducono due punti interrogativi, rappresentati da Laurel e da Diggle (David Ramsey), il quale ha scoperto il segreto di Oliver e ha deciso di aiutarlo nelle sue azioni: dopo averlo già messo in guardia una volta, la guardia del corpo potrebbe spingere affinchè Arrow modifichi il suo modus operandi. Ci riuscirà? Sicuro è che la Lance è rimasta inorridita dopo aver visto quello che è successo nella prigione e ha già messo in dubbio il suo credo in Freccia Verde. Cosa farebbe se dovesse scoprire che sotto il cappuccio del giustiziere si cela propria la persona verso cui nutra ancora dei sentimenti?