Curon è la nuova serie italiana di Netflix, prodotta da Indiana Production, che propone dal 10 giugno (qui il trailer) un racconto a tinte sovrannaturali che esplora tematiche universali, spaziando dalla ricerca della propria identità dei teenager al tentativo dei personaggi principali di affrontare il proprio passato e il lato oscuro della propria famiglia che anima gli adulti.
La conferenza stampa, ovviamente a distanza, di presentazione del progetto non poteva quindi non dare spazio alle caratteristiche di ognuno dei personaggi principali.

Al centro della trama delle settime puntate c’è la figura di Anna, interpretata da Valeria Bilello, che ha sottolineato:

Per la prima volta interpreto un personaggio femminile completamente slegato dalla figura maschile, c’è un momento di tensione nella storia con Klara che si sente un po’ minacciata, ma per Anna la priorità è la propria famiglia.

Margherita Morchio ha il ruolo di Daria che descrive come una

ragazza che al primo impatto può sembrare aggressiva e prepotente, che vuole segnare il proprio territorio a ogni costo. Suo fratello gemello Mauro è una presenza essenziale perché hanno delle personalità opposte e al tempo stesso complementari. Mauro c’è sempre, è la sua roccia e nella serie ci sono molti momenti in cui Daria si dimostra fragile. Ci vuole tempo per conoscerla e ha una specie di corazza che, superata, fa rivelare che è una giovane molto premurosa e che tiene alle persone.

Per Federico Russo un elemento che rende unico Mauro è la sua sordità che non rappresenta mai un limite. Per interpretare il ragazzo una fonte di ispirazione è stato Joaquin Phoenix nel film The Village di M. Night Shyamalan. Il giovane attore ha sottolineato:

Ha paura di perdere i suoi affetti, sua sorella, sua madre.

Luca Lionello ha invece portato sul piccolo schermo l’enigmatico Thomas e ha sfruttato l’esperienza per compiere un importante studio interiore e riflettere sul sentimento paterno.
Anna Ferzetti ha ottenuto la parte di Klara che descrive come una donna che tiene molto alla sua famiglia, alla sua comunità. L’attrice ha spiegato:

Per lei è molto importante occuparsi degli altri, dell’educazione dei ragazzi di Curon. Klara ha paura dell’abbandono, subisce ogni tanto l’autorità un po’ dura del marito che ama profondamente e che teme di perdere. Il ritorno di Anna spezza il suo equilibrio, la mette di fronte alle ombre del suo passato. Klara è però una donna buona, che si adatta, non reagisce attivamente e si adatta molto al prossimo senza imporsi.

Albert ha il volto di Alessandro Tedeschi che ha sottolineato come sia un uomo diviso in due:

Le sue responsabilità si contrappongono ai suoi desideri, rappresentano luci e ombre.

Questa divisione si rispecchia anche nel modo in cui affronta il passato e il presente e il rapporto con i suoi figli.
Albert, inoltre, può essere considerato un eroe tragico della serie:

Va alla ricerca di risposte, non ha mai la certezza se ciò che desidera è giusto per la sua vita, per quello che ha costruito fino a quel momento, ed è disposto ad andare fino in fondo per cercare di realizzare i propri desideri. Albert, inoltre, cerca di mettere la sua famiglia e i figli al riparo da se stesso.

Juju Di Domenico ha avuto la parte di Micki la cui vita da sedicenne è all’insegna delle amicizie, dei primi amori, del rapporto un po’ contrastato con i genitori e con un segreto che, una volta rivelato, la rende molto più libera.
Giulio ha invece il volto di Giulio Brizzi che ha portato sul piccolo schermo un ragazzo nato e cresciuto a Curon e che dimostra una grande disciplina nel sostenere quello che vuole per il proprio futuro, ritrovandosi alle prese con una situazione in famiglia e nel privato per cui prova quasi avversione:

Ha una tendenza a replicare ciò che vive in famiglia nei suoi comportamenti con il prossimo, ha una certa voglia di controllare il suo ambiente e da questo esce tensione e aggressività, ha la tendenza a voler un po’ essere un maschio Alpha.

Luca Castellano è infine Lukas, un teenager molto fragile dalla vita complicata che cerca di avere sempre un atteggiamento positivo e nella cui vita ha un ruolo davvero importante l’amicizia per Micki. L’attore ha quindi aggiunto:

Nella serie accadrà poi qualcosa che fa emergere il suo lato oscuro, la rabbia, ciò che non apprezza di se stesso come la frustrazione causata dal non saper reagire a ciò che accade.

La particolare ambientazione ha, a sua volta, un ruolo da protagonista e Valeria Bilello ha sottolineato:

La serie si contraddistingue per questa immagine potentissima del campanile, della location suggestiva, ha un’atmosfera unica che penso susciterà curiosità in molte persone. All’estero, inoltre, credo siano più propensi a guardare progetti stranieri e sarà interessante scoprire l’accoglienza che riceverà la serie.

Poter girare in Trentino è stato inoltre essenziale per interpretare nel migliore dei modi i personaggi principali di Curon, come ha ricordato Anna Ferzetti:

Per me è stato fondamentale per creare il personaggio di Klara essere in questo luogo, osservarne gli abitanti, capirne i ritmi. Io vengo da una realtà diversa, da una città più grande e frenetica. La signora che ci ospitava in albergo ci ha detto ‘Quando venite da una grande città avete difficoltà a entrare nei ritmi di qui, ma quando ci entrate avete difficoltà ad andarvene. Il senso del tempo vi cambia’.

Lo stesso è accaduto a Lionello:

Ho cercato di immedesimarmi nel personaggio e ho chiesto alla produzione di farmi ambientare nel luogo, è stato molto utile. Thomas è un bellissimo personaggio che ha a che fare con molte contraddizioni. Vive una “non vita” che si è scelto per proteggere, per mantenere al sicuro chi ama. Mi sono abituato al silenzio e ho apprezzato che queste popolazioni siano molte gelose nei confronti del proprio territorio. Lo amano moltissimo e lo mantengono in modo splendido. Per certi aspetti sono molto duri e severissimi, ma sotto quella scorza ti danno davero tutto. Il popolo delle montagne è un grande popolo.

Castellano si è unito alle lodi nei confronti della comunità locale:

Si prova molto stupore nel vedere questi spazi così curati, le montagne, i boschi, gli ambienti.

Brizzi ha confermato che tornare nei weekend a Roma dopo le giornate trascorse in montagna è stata un’esperienza davvero particolare:

Quando arrivavo a Termini ero un po’ sconvolto dalla tanta gente, dalla frenesia, dai tempi diversi.

L’accoglienza nei confronti del cast e della troupe da parte delle persone del posto è stata positiva, come ha confermato anche Federico Russo:

Sono stati gentilissimi e siamo stati noi a doverci adattare al posto, ai comportamenti diversi Rispetto al caos della città è una realtà molto diversa, ho avuto bisogno di un po’ di tempo per abituarmi.

La stessa sensazione è stata percepita da Castellano:

C’è stata da parte degli abitanti una certa curiosità, venendo noi dall’esterno. C’è in questi luoghi l’abitudine a guardare alla gente di altri paesi con un certo riguardo, cercando di capire da dove vengono e perché.

Per costruire le giuste dinamiche tra i due fratelli gemelli i giovani attori hanno lavorato a lungo. Russo ha raccontato:

Abbiamo avuto delle prove ad agosto per un mese intero durante il quale abbiamo letto il copione e abbiamo lavorato moltissimo.

Morchio, su questo elemento, ha aggiunto:

Abbiamo lavorato con due acting coach per lavorare sul rapporto tra di loro, creare questa estrema complicità. Poter ricreare questo rapporto con una persona conosciuta da pochi giorni era difficile e abbiamo cercato di toglierci qualsiasi pregiudizio, lavorando moltissimo.

Questo approccio è stato utile anche per interpretare nel migliore dei modi le scene tra teenager. Juju ha spiegato:

Il mese di preparazione è stato fondamentalle per conoscerci, ci siamo potuti togliere l’imbarazzo di lavorare con uno sconosciuto. Con Luca, inoltre, siamo della stessa città e siamo andati d’accordo subito. Le scene più difficili sono così diventate quelle che ho amato di più girare, le più divertenti tra noi.

Castellano ha aggiunto:

Io sono molto diverso da Lukas, non sono violento. Sul set ho avuto molte difficoltà nel rispettare il personaggio senza giudicarlo e interpretarlo così come è. Con Juju abbiamo avuto anche dei momenti complicati, abbiamo discusso molto, ma ci siamo trovati come accade proprio come in tutte le amicizie.

Nella serie si racconta la vita degli adolescenti, ma Brizzi ha sottolineato che gli autori hanno cercato di andare oltre gli stereotipi:

L’aspetto bello del mio personaggio è che avrà una presa di coscienza, capirà chi è e cosa vuole realmente.

L’atmosfera fantasy potrebbe forse ricordare altri progetti Netflix e Juju ha rivelato:

Certi elementi possono ricordare Stranger Things o Dark, e per prepararci a un momento particolare della serie abbiamo visto proprio una puntata della serie dei fratelli Duffer.

Per tutto il cast, inoltre, lavorare a una produzione destinata a Netflix è stata un’esperienza molto positiva. Morchio ha sottolineato:

A 19 anni lavorare per una piattaforma così grande che arriva nelle case di oltre 190 paesi è qualcosa di folle! Ed è bello poter raccontare qualcosa di nuovo.

Ferzetti ha aggiunto:

Non vedevo l’ora di lavorare con Netflix, una realtà che seguo da tanto, anche con le mie figlie. Si tratta di una piattaforma che amo molto e stanno investendo in modo significativo in Italia. Poter essere ascoltati è importante e mi rende orgogliosa l’idea che il nostro lavoro sarà visto in così tanti paesi.

Tedeschi ha ribadito:

Si fa questo lavoro per essere guardato, ammirato, amato e poter essere visto in un secondo da milioni di persone è quasi un appagamento del desiderio per cui si è iniziato a fare questo lavoro, è magia pura. Netflix, inoltre, permette di trattare certi argomenti e la serialità in un modo a cui non siamo particolarmente abituati in Italia.

Per due giovani come Brizzi e Castellano, infine, muovere i primi passi nel mondo della recitazione con una produzione di questo calibro ha rappresentato un’esperienza molto formativa.