House of the Dragon: nella serie ci saranno 17 draghi e tutti i dettagli del panel al San Diego Comic-Con

house of the dragon
House of the Dragon
ideata da Ryan Condal
HBO
La prima stagione in onda su Sky e NOW dal 22 agosto 2022

George R.R. Martin è tornato nella gigantesta Hall H del San Diego Comic-Con, questa volta accompagnato dal cast della sua nuova serie House of the Dragon, che debutterà ad agosto. Assieme a lui il co-showrunner Ryan Condal, che ha confermato ciò che possiamo aspettarci dalla serie: fuoco e sangue, oltre ovviamente ai draghi. Si tratta infatti dell’adattamento di Fuoco e Sangue, romanzo prequel incentrato sulle vicende di casa Targaryen duecento anni prima dei fatti mostrati nella serie tv Il Trono di Spade: “È la storia della loro dinastia, qualcosa di cui si sente parlare nelle Cronache del Ghiaccio e del Fuoco e che viene accennata ne Il Trono di Spade, ma della quale non percepiamo realmente il senso. Nella nostra serie mostreremo i petali della rosa sbocciata che iniziano a cadere uno dopo l’altro”.

Durante il panel è stato mostrato un nuovo trailer esteso, che uscirà online nella notte tra domenica e lunedì e che contiene diverse scene inedite rispetto al trailer lanciato solo una settimana fa. [UPDATE: guardalo qui!] Sul palco sono saliti i vari protagonisti, tra cui Paddy Considine (Re Viserys), Matt Smith (suo fratello Daemon), Emma D’Arcy (Rhaenyra, figlia di Viserys, interpretata da giovane anche da Milly Alcock). Proprio il rapporto tra queste tre figure, e la lotta per la successione, saranno tra i punti focali della serie.

George R.R. Martin ha parlato a lungo del suo rapporto con gli adattamenti dei suoi romanzi (in questa serie è stato coinvolto maggiormente rispetto al Trono di Spade): “È molto entusiasmante, ma ovviamente mi innervosisce sempre perché questi personaggi sono come i miei figli. Qui mi sono sentito molto fortunato, penso che Ryan abbia fatto un gran lavoro nell’adattare il romanzo, finora”. Lo scrittore ha già visto nove dei dieci episodi della serie ormai conclusi, e li ha definiti “straordinari”. Non ha potuto però visitare il set della serie durante le riprese, e per questo non ha potuto nemmeno girare un cameo, il motivo ovviamente sono i rischi dovuti alla pandemia. Ma ha promesso che cercherà di farlo nelle prossime stagioni, “se la prima avrà successo e quindi continueranno a produrne”. Sappiamo in realtà che un rinnovo per la seconda stagione è imminente se non inevitabile.

I fatti storici a cui è ispirato House of the Deagon: l’Anarchia

Sempre Martin ha risposto a una domanda piuttosto attuale sul fatto che a Westeros ci sia una certa resistenza all’idea che una donna possa guidare il regno: “I miei libri sono delle fantasie, ovviamente, tuttavia io seguo la Storia con una certa attenzione. Mi faccio ispirare da fatti storici, prendo degli elementi da fatti realmente accaduti e li enfatizzo a mille. Nel caso di Game of Thrones, in molti hanno notato che la mia ispirazione è stata la Guerra delle due Rose. In questo caso, invece, mi sono ispirato a un periodo storico definito L’Anarchia. Quando Enrico I, re d’Inghilterra, si ritrovò senza un erede maschio perché suo figlio annegò su una nave che cercava di attraversare il canale d’Inghilterra, nominò sua figlia Matilde per la successione e fece giurare ai lord fedeltà a lei. Ma quando morì, la maggior parte dei lord dimenticò il giuramento. Stefano, il cugino di Matilde, attraversò il canale, rubò il tesoro e si fece incoronare Re, e si aprì un periodo storico chiamato l’Anarchia. I due combatterono per vent’anni, fu orribile e sanguinoso”. La guerra civile durò tra il 1135 e il 1154. Una lotta alla successione in effetti molto simile a quella raccontata nel romanzo di Martin. Detto questo, secondo lo scrittore il problema è che la misoginia non è relativa solo a Westeros: “Non penso che siano più anti-donne o misogini del mondo reale o di quella che noi chiamiamo Storia!” E non è che sia cambiato molto, oggi come oggi, come ha commentato Emma D’Arcy: “Penso che una delle domande che solleva la serie sia che se sei una donna che punta al potere, dovrai convincere i maschi intorno a te”.

Ci saranno ben 17 draghi

Il regno dei Targaryen è associato anche a una parola: draghi. I draghi prosperavano molto di più rispetto agli anni narrati ne Il Trono di Spade, e infatti nella serie ne vedremo ben 17. Condal ha spiegato che “Al culmine della stagione vedremo fino a diciassette draghi. Per noi è stato fondamentale differenziarli non solo dal punto di vista dell’aspetto, ma anche nel loro comportamento. E per questo abbiamo lavorato con degli illustratori seguendo un processo creativo molto particolare. George R.R. Martin, che ha scritto romanzi molto dettagliati, ci ha fornito delle descrizioni precise su colori, dimensioni ed età.” Condal e il co-showrunner Miguel Sapochnik (positivo al Covid e per questo assente) hanno sviluppato i draghi per oltre un anno, scrivendo personalità per ciascuno di loro e creando dei draghi che non vedremo neanche nella prima stagione.

L’assenza di un villain specifico

Un’altro aspetto molto interessante di House of the Dragon è l’assenza di un villain specifico, dove invece in Game of Thrones c’erano, tra gli altri, anche villain soprannaturali come gli Estranei. La serie, insomma, sarà molto più politica, un elemento che Martin trova molto affascinante: “Non ci saranno personaggi chiamati ‘il male’ o ‘mister atrocità’, o qualcosa del genere. Non ci saranno orchi, non ci sono troll, o cose così. Il male c’è, sicuramente. Ma ho sempre pensato che i personaggi davvero interessanti siano i personaggi grigi. L’unica cosa di cui vale la pena scrivere è il cuore umano in conflitto con se stesso. Tutti i nostri personaggi hanno dei lati buoni e dei lati cattivi: la cosa interessante sarà vedere quali decisioni prenderanno, nel corso della serie”.

Potete rimanere aggiornati sulla serie grazie ai contenuti pubblicati nella nostra scheda.

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