Baby (terza stagione): la recensione

Prima del suo debutto su Netflix, Baby era stata bollata come “la serie sul caso delle baby squillo dei Parioli”. Non lo era, o almeno non nel senso che ci poteva aspettare. Lontana dalla fredda cronaca, lontana da un approccio documentaristico, si vendeva subito come teen drama dalle tinte provocatorie e glamour. Ciò che colpisce allora nella terza e ultima stagione della serie, è il suo ricadere infine in una narrazione più serrata, più legata alle conseguenze penali di quel che è accaduto. Il teen drama rimane e non c’è dubbio sul genere di appartenenza della serie, ma stavolta Baby trova quella problematizzazione che mancava nelle due stagioni precedenti. Lo fa in un attacco alla società degli adulti.

Ludovica e Chiara sono ad un punto di svolta nelle loro brevi e già complicate vite. L’avvicinarsi degli esami di maturità coincide con la lenta presa di coscienza di quel che hanno fatto e che forse non vogliono pi...