Batwoman 2×10 “Time Off For Good Behavior”: la recensione

L’episodio 2×10 di Batwoman intitolato Time Off For Good Behavior, è principalmente Jacob Kane centrico e descrive la sua discesa nella spirale della dipendenza da Snakebite mentre tenta di districarsi tra innumerevoli altre storyline che, nel complesso, rendono questa puntata piuttosto confusa, impedendo ancora alla serie di decollare come potrebbe.

Se ci è concessa una digressione sull’episodio e dopo aver letto il report della McKinsey & Company su La rappresentazione dei neri nei Film ed in TV: La sfida e l’impatto dell’aumento dell’inclusività, a cui abbiamo dedicato uno dei nostri Podcast+ dal titolo Il costo della diseguaglianza ad Hollywood, in cui si parla appunto di quanto Hollywood paghi per non voler affrontare il problema della diseguaglianza e di come produzioni con protagonisti (registi o creatori) afroamericani tendano a ricevere investimenti nettamente inferiori rispetto ad altre, abbiamo cominciato onestamente a domandarci se questo non sia uno dei problemi di Batwoman, perché il livello qualitativo di questo show, paragonato a quello delle serie dell’Arrowverse nel suo insieme, è platealmente inferiore. A discapito delle intenzioni degli autori di non fare della nuova protagonista della serie il solito cliché della della vittima delle circostanze e nonostante il fatto che Ryan Wilder sia sicuramente una donna che non si arrende di fronte alle mille sfide che la vita le ha messo di fronte, resta comunque difficile non identificarla proprio come tale, dopo che tutta la sua esistenza è stata presentata come una costante lotta per la ricerca di una parvenza di normalità che non riesce comunque mai a raggiungere.

La sua funambolica storia con Angelique, che per la fine dell’episodio viene rapita da Roman Sionis, alias Black Mask, per continuare a produrre la Snakebite dopo essere riuscita ad ottenere un accordo con il Procuratore ed essere appena uscita di prigione, è un continuo promemoria dei suoi molti traumi e di come le persone di cui si è sempre circondata, prima di entrare a far parte del Team Batwoman, siano state in un certo senso “sbagliate”, non abbiano in alcun modo aiutato la sua causa o siano a loro volta delle vittime delle circostanze o dell’ambiente sociale da cui provenivano, proprio come Ryan. Per quanto gli autori si sforzino quindi di presentare Angelique come una sorta di ancora di salvezza per la donna che si cela dietro la maschera della Batwoman 2.0, per amore della quale ha sacrificato la propria libertà, è impossibile dimenticare come sia stata anche a lungo una spacciatrice di droga (e felice di esserlo) e abbia persino condannato Ryan alla prigione, il che rende complicato relazionarsi con la loro storia. Ryan è senza dubbio un’eroina, ma è anche figlia dell’ambiente sociale da cui proviene ed in cui è cresciuta e questa è un’etichetta dalla quale difficilmente riuscirà a liberarsi, così come – in un certo senso – Kate Kane (bianca, miliardaria, brillante e cugina di Batman) era a sua volta sterotipizzata ed imprigionata nel suo personale cliché.

Tornando all’episodio 2×10 di Batwoman, come accennavamo, una delle trame più interessanti è senza dubbio quella dedicata a Jacob. La storia di questo personaggio è costellata di sfortune ed errori sin dal debutto dello show. Dopo aver perso la prima moglie in un incidente e non essere riuscito a salvare la figlia Beth, dandola per morta, anche il suo rapporto con Kate è stato sempre molto teso, come se questo personaggio non conoscesse altra forma di relazione che quella conflittuale. Persino i rapporti con Mary, l’unica figlia che crede gli sia rimasta (dando per scontato che Alice sia ormai data per persa a causa della sua follia) sono tesi, e nonostante il suo tentativo di porgerle un ramo di ulivo, le loro differenze sembrano inconciliabili, il che spiega bene il motivo per cui Jacob trovi rifugio e conforto in una droga che gli dia la sensazione di poter riparare agli errori del passato e cancellare così il più grande trauma della sua esistenza. Il fatto, poi, che a manipolarlo sia la dottoressa Evelyn Rhyme (Laura Mennell), alias Enigma, alias la psicologa consulente del Crows, che fa in realtà parte dell’organizzazione di Safiyah e collabora con Black Mask dietro ordine della regina di Coryana, rende solo tutto molto più complicato.

L’episodio porta anche ad un breve scontro/incontro tra Alice e Julia, sulle tracce di Enigma da cui finirà ingenuamente per farsi sopraffare proprio quando ne scoprirà l’identità, il che sembra suggerire che per un certo periodo Julia possa allontanarsi dalla scena a meno che, inaspettatamente, non sia proprio il personaggio interpretato da Rachel Skarsten a farle recuperare la memoria e salvare così anche suo padre delle spirali della Snakebite e questo a discapito della sua stessa dichiarazione di voler dimenticare qualsiasi cosa lo riguardi, piuttosto che perdonarlo.

La 2^ stagione di Batwoman va in onda negli Stati Uniti ogni domenica su The CW.