Dietro i suoi occhi: la recensione

Dietro i suoi occhi, la nuova serie tv Netflix, inizia in modo generico e termina con un colpo di scena che è quasi parte della stessa promozione del progetto. Il risultato finale tuttavia è un’amalgama degli aspetti meno riusciti delle due facce della storia. Troppo superficiale lo svolgimento, davvero improbabile la risoluzione. Peccato, perché questa miniserie poteva diventare un guilty pleasure da consigliare, il thriller esagerato al quale prendere la mano per farsi trascinare in una spirale di follia e rivelazioni sconcertanti. Ma, per una serie di limiti soprattutto di scrittura, tutto questo non accade.

La miniserie in sei episodi è tratta da un romanzo del 2017, e mette al centro un triangolo amoroso dalle venature thriller. La protagonista è Louise (Simona Brown), segretaria di un rinomato psichiatra di nome David (Tom Bateman), con il quale inizia una relazione clandestina. Al tempo stesso, e all’insaputa di David, Louise si incontra con la moglie dell’uomo, Adele (Eve Hewson), con la quale fa amicizia. Il matrimonio tra David e Adele è evidentemente infelice, oscurato da un passato tragico e dalle condizioni psichiche della donna. L’impianto di base della storia è questo: un thriller passionale che vuole giocare sulla tensione sessuale e il senso di pericolo.

È tutto collaudato e già visto, e nei suoi primi tre episodi Dietro i suoi occhi gira a vuoto su un intreccio che ripropone situazioni e incontri. Il primo limite da evidenziare qui è che probabilmente la storia avrebbe funzionato meglio come film da due ore. Ma, oggi, l’opzione di una narrazione seriale è una tentazione troppo forte, alla quale questo progetto ha ceduto. Il ritmo ne risente perché le scene si faranno più ridondanti e la tensione calerà. L’evoluzione della storia deve appoggiarsi a piccole parentesi inutili, flashback che ripropongono situazioni, dialoghi a rotazione che spingono in avanti la storia giusto il necessario.

Anche per questi motivi, la scrittura dei personaggi non è così incisiva. David si rivela alla fine il comprimario, nemmeno troppo affascinante, di una storia in cui il vero cuore è rappresentato dalla relazione tra Louise e Adele. Arrivato ad un momento di svolta, attraverso piccole forzature e dialoghi non brillantissimi, Dietro i suoi occhi svela la sua vera natura. Lo fa con almeno un episodio e mezzo di anticipo rispetto al finale, quando avremo già intuito tutto ciò che accadrà e che è accaduto in passato. È una risoluzione che trasporta l’intera verosimiglianza della vicenda su un altro piano, sparando una serie di svolte e colpi di scena che inseriscono nuove regole ma senza la capacità di divertirsi con esse.

In poche parole, è una chiusura abbastanza sconclusionata e sgraziata. A modo suo è interessante il modo in cui la storia esce dalla zona confortevole di thriller passionale di serie B uguale a tanti altri, aspirando a inserire una lettura più inquietante. Ma al tempo stesso la mancanza di approfondimento psicologico dei protagonisti azzoppa ogni possibile impatto emotivo.