Fargo 4×03 “Raddoppiarlo”/4×04 “La finta guerra”: la recensione

Come funzionano i centri di potere in un mondo dominato dal caos e dalle coincidenze? Semplice, non funzionano. Nelle stagioni precedenti Fargo si era appoggiato a personaggi molto buoni, o molto stupidi o molto cattivi, ma non era mai arrivato a impostare due centri di potere così grossi pronti a farsi la guerra tra di loro. Il terzo e il quarto episodio della stagione, Raddoppiarlo e La finta guerra, preparano il terreno per lo scontro. Lo fanno con un ritmo più lento rispetto a quel che eravamo abituati, ma si appoggiano sempre ad un insieme di sfortunate coincidenze e legami opportuni nell’intreccio. In altri casi si parlerebbe di pigrizia di scrittura e facili coincidenze, mentre qui è proprio il tema centrale.

Ad esempio c’è la rapina condotta da Zelmare Roulett e Swanee Capps, che decidono non molto saggiamente di derubare Loy. A loro volta però sono condizionate nella rapina dal fatto che Capps ha assaggiato la torta avvelenata di Oraetta. Capps vomita sulle banconote, segnandole in pratica. I problemi economici di Thurman si riaffacciano nel momento in cui utilizza una parte del denaro per pagare il proprio debito con Loy, non conoscendone la provenienza, e non sapendo che Loy sarà in grado di identificare la provenienza. Questa è la radice dell’intreccio di Fargo in queste due puntate, un intreccio che però parla anche della faida interna ai Fadda, tra Gaetano e Josto, e dei dubbi tra le fila dei Loy.

Se l’intreccio è più apprezzabile a livello ideale, e nel modo in cui le coincidenze sfortunate si legano alla storia della serie, a questa quarta stagione sembra mancare il guizzo. Quella particolarità, quella forza propulsiva nei caratteri o nelle vicende che proietta tutto ad un livello superiore. Invece il tono grottesco, non divertente, quasi macchiettistico di certe vicende si incontra con un sottotesto sociale più serioso che la serie non sposa del tutto, ma che al tempo stesso stride un po’ con quanto viene raccontato in generale. E poi ci sono le storie un po’ nel mezzo, come Timothy Olyphany che interpreta Deafy, l’ennesimo tutore della legge della sua carriera.

Per le interpretazioni caricate di Schwartzmann, Esposito, Buckley, ci sono quelle più rigide e misurate di Senator, Ethelrida e Rabbi. Ecco, il personaggio di Ben Whishaw, l’irlandese che ai suoi tempi fu al centro di uno scambio e ora lavora per i Fadda, interpreta bene il ruolo di personaggio con dei principi. Forse è uno dei pochi a rendersi conto della situazione, e a riuscire ad agire contro la corrente degli eventi. Ogni tanto Fargo premia le persone ferme sulle loro posizioni, capaci di ragionare, e per un breve periodo consente loro di imporsi sulla sorte avversa.