Feel Good: la recensione

Bastano sei episodi a Mae Martin per costruire un racconto televisivo riconoscibile, autobiografico quel tanto che basta, ma soprattutto carico di un’energia e una freschezza invidiabili. Feel Good è un breve squarcio sull’ansia di vivere di un personaggio che condivide lo stesso nome della creatrice della serie, e che dalla stessa è interpretata. Un lampo breve sulle fasi di una relazione romantica che conosce alti e bassi e che diventa anche racconto dell’accettazione di sé. La serie distribuita su Netflix si inserisce in un filone ormai riconoscibile di piccole serie molto ispirate, dominate da personalità giovani che raccontano con umanità le proprie vite.

Mae Martin è tante cose. Ex tossica, omosessuale, insicura negli affetti, aspirante comica di stand-up. Conosce George, fino a quel momento eterosessuale. Le due donne si piacciono, si frequentano, formano una coppia. Più o meno. Il rapporto procede attraverso le difficoltà che c...