P-Valley (prima stagione): la recensione

P come The Pynk, lo strip club intorno al quale ruotano quasi tutte le vicende della serie. P come Pink, il rosa al neon che domina ogni scena notturna. P, in definitiva, come Pussy, dalla Pussy Valley che dà il titolo alla serie di Starz. P-Valley è un drama ambientato all’interno di uno strip-club in una cittadina del Mississippi. Nel locale si agitano i corpi di donne di colore, ognuna alla ricerca di qualcosa, ognuna in fuga da qualcosa. Sono la personificazione di un territorio in cambiamento, anch’esso stretto tra il passato, le tradizioni della comunità, il tessuto sociale, e un futuro che si impone.

La trama della prima stagione della serie, composta da otto episodi, segue alcuni caratteri abbastanza facili da definire fin dal principio. C’è Autumn (Elarica Johnson), che interpreta la classica nuova ragazza che cerca di entrare nel locale. In fuga da un trauma che si ripresenterà sotto forma di flashback, suo è uno dei punti di vista più importanti della serie. Ma, tra le ragazze più d’esperienza, c’è ad esempio anche Mercedes (Brandee Evans), che coltiva il desiderio di dedicarsi ad altro. Tutte le ragazze, comunque, sono sostenute da Uncle Clifford (Nicco Annan), che gestisce il locale e deve vedersela con i piani di riqualificazione dell’area e un possibile esproprio. Dai personaggi all’ambientazione, altrettanto importante, P-Valley racconta infatti anche il percorso, talvolta traumatico, di gentrificazione.

P-Valley rappresenta una sorta di incontro tra Pose e GLOW. Da entrambi riprende il gusto per l’esibizione consapevole, la libertà di determinarsi attraverso il controllo del corpo, l’ensemble molto forte e il punto di vista corale. E sono corpi sui quali la telecamera indugia con attenzione, curando le coreografie, sostenendo i nudi, ma anche raccontando lo sforzo fisico dell’esibizione, la capacità di dominare la scena piuttosto che farsi dominare da essa. Le registe degli otto episodi sono tutte donne, e la stessa creatrice dell’opera teatrale originale, Katori Hall, partecipa qui come sceneggiatrice.

Funziona bene tutto il cast della serie, con un particolare cenno a Nicco Annan, che interpreta un personaggio di genere non-binario. Dove GLOW esaspera la costruzione dei personaggi riuscendo a fondere la commedia del ring con un tono da dramedy, P-Valley è un dramma puro e più esasperato, con inserti più melodrammatici, non tutti riusciti o così interessanti, a volte troppo urlati – i flashback traumatici non si integrano così bene con la storia.

CORRELATO A P-VALLEY LA RECENSIONE